Poteri Erdogan dopo referendum Turchia: chi è il nuovo Sultano e perché assomiglia a Hitler

Quali sono i poteri di Erdogan? Il referendum Turchia del 16 aprile apre le porte a un nuovo Sultanato: dinamica simile all'ascesa di Hitler.

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Quali sono i poteri di Erdogan? Il referendum Turchia del 16 aprile apre le porte a un nuovo Sultanato: dinamica simile all'ascesa di Hitler.

Dopo il ‘colpo di stato’ (le virgolette sono d’obbligo), Erdogan ha dato avvio alla sua dittatura personale: chiusi i giornali d’opposizione e cacciate via migliaia di persone dall’amministrazione pubblica. Il referendum in Turchia del 16 aprile gli dà poteri immensi: ecco cosa potrà fare il Sultano, che, ricordiamo, è nostro alleato stretto.

Il referendum in Turchia si è chiuso come, forse, i più maliziosi potevano già immaginare: il presidente Erdogan ha vinto la consultazione con un risicato 51% e adesso la riforma costituzionale potrà essere varata ed entrare in vigore nel 2019. In realtà, ci sono già innumerevoli polemiche che attraversano la consultazione elettorale: innanzitutto, il voto dei turchi all’estero sembra essere stato decisivo per la vittoria – e questo non può che essere un problema; in secondo luogo, per il conteggio finale, sono state calcolate anche schede elettorali senza timbro e, dunque, di provenienza sconosciuta (le quali avrebbero premiato proprio Erdogan); infine, l’OSCE boccia la procedura elettorale e sembra dare ragione alle opposizioni, ridotte già al silenzio dalla risposta di Erdogan al ‘fantomatico’ colpo di stato, che ha portato alla chiusura di giornali, ad arresti preventivi dei capi dell’opposizione e a vere e proprie epurazioni dall’amministrazione pubblica.

A completare il quadro, giungono, un po’ inaspettati i complimenti di Trump. Ma, adesso, quali sono i poteri di Erdogan? Perché questa svolta fa paura all’Occidente?

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Poteri Erdogan dopo Referendum Turchia: tutto nelle sue mani

Il referendum in Turchia ha sancito, in un modo o nell’altro, brogli (probabili) o non-brogli, la vittoria di Erdogan, il quale, con questa riforma costituzionale, potrà restare al potere fino al 2029 o, mediante scioglimento delle camere, anche fino al 2034. Nasce una nuova forma di sultanato e di potere personale.

Ma, nello specifico, cosa cambia nei poteri effettivi? Iniziamo, ovviamente, dal ruolo che svolgerà lo stesso Erdogan, dunque il potenziamento dei poteri del Capo dello Stato.

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Innanzitutto, assommerà i poteri del Capo dello Stato e del Capo del Governo – sarà, di fatto, anche il premier. In questo modo, Erdogan potrà proporre leggi, rimandare al Parlamento quelle che non sono di suo gradimento, chiedere l’intervento della Corte Costituzionale sui provvedimenti varati dalle camere. Ma questo è ancora niente: Erdogan potrà nominare e destituire i vicepresidenti e i ministri, nonché i funzionari governativi, ambasciatori e quant’altro. In più, potrà emanare di proprio pugno e senza alcun confronto o consultazione, decreti legislativi che sono, normalmente, a carico del governo, il quale, di fatto, viene completamente svuotato delle sue funzioni.

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Poteri Erdogan dopo Referendum Turchia: lo stato d’eccezione

Ma la cosa più pericolosa è ancora un’altra. Il Presidente della Repubblica Turca – Erdogan – potrà dichiarare lo stato d’emergenza (o di eccezione) qualora lo ritenga opportuno: in questo modo, può, da un momento all’altro, limitare le libertà fondamentali e i diritti civili. Chi ha studiato un po’ di storia, sa benissimo che questa clausola era presente anche nella costituzione della Repubblica di Weimer e venne utilizzata da Hitler per trasformare la repubblica tedesca nel suo impero personale. Erdogan ha studiato la storia meglio di noi europei. Insomma, si tratta del dispositivo che può permettere in ogni momento a Erdogan, in caso ad esempio di manifestazioni di piazza, di reprimere duramente il dissenso. La strada è già lastricata per la sua dittatura personale.

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Poteri Erdogan dopo Referendum Turchia: Focus sul quel che resta del Parlamento

E cosa resterà del Parlamento dopo la contestata vittoria di Erdogan al referendum in Turchia? Molto poco: potrà semplicemente chiedere informazioni o fare interpellanze ai ministri, ma non potrà opporre alcuna forma di controllo sull’operato del Presidente della Repubblica. In parole semplici, viene meno il ‘famoso’ equilibrio dei poteri, che rappresenta l’unico modo per rendere davvero ‘sostenibile’ la democrazia, e che era stato rintracciato sin dal XVIII secolo (parliamo, ovviamente, di Montesquieu) come la strada da percorrere per porre fine a ogni potere autoritario. Tempi duri, davvero: l’Europa si trova a fare affari e a stringere accordi con un paese dittatoriale. Con buona pace di tutti coloro che vorrebbero l’Europa come baluardo di democrazia e libertà.

 

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