Referendum taglio parlamentari: le ragioni del “no”, tutt’altro che spacciato

La riduzione del numero di deputati e senatori non è affatto detto che porterà a istituzioni più efficienti, anzi c'è il rischio che la qualità media dei rappresentanti diminuisca.

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La riduzione del numero di deputati e senatori non è affatto detto che porterà a istituzioni più efficienti, anzi c'è il rischio che la qualità media dei rappresentanti diminuisca.

Poco più di due settimane e conosceremo l’esito del referendum sul taglio dei parlamentari. Il vantaggio del “sì” resterebbe ampio, ma si starebbe riducendo nelle ultime settimane, a detta dei sondaggisti. Il successo dell’iniziativa, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle per assestare un colpo alla “casta” politica, dipenderebbe nella sostanza dall’affluenza ai seggi. Il fatto che il governo abbia fatto coincidere il plebiscito con 7 elezioni regionali e con il rinnovo di 962 consigli comunali e sindaci dovrebbe sostenere l’afflusso in buona parte del territorio nazionale.

Referendum taglio parlamentari: partiti ostaggio della propaganda anti-casta

Il “sì” sta fondando la sua campagna referendaria tutta sui risparmi che otterremmo grazie all’elezione di 230 deputati e 115 senatori in meno. Un’ottantina di milioni di euro all’anno, che pochi non sarebbero, ma che certo non fanno un bilancio di una Nazione con un pil a 1.788 miliardi a fine 2019. E se il problema fosse davvero il costo del Parlamento, perché non tagliare le indennità?

Il confronto falsato con l’estero

Quando si guarda al numero dei parlamentari italiani, si è soliti, vuoi per ignoranza o per mala fede, indicare come riferimento paesi come gli USA o la Germania. I tedeschi eleggono un numero di deputati al Bundestag grosso modo simile al nostro (cambia di legislatura in legislatura), ma la seconda camera non elettiva, il Bundesrat, è composto solamente da 69 rappresentanti dei 16 Laender. Considerando che la popolazione tedesca sia del 40% superiore alla nostra, diremmo che effettivamente il nostro Parlamento sia troppo affollato.

Ma lo sapete che in Germania i Parlamenti regionali sono composti da molti più deputati dei nostri consigli regionali? Il Landtag del Nord-Reno Vestfalia è composto da 199 membri, quello della Baviera di 180, in rappresentanza rispettivamente di 18 e 13 milioni di abitanti.

Pertanto, i renani settentrionali eleggono un deputato regionale ogni 90.000 abitanti, i bavaresi uno ogni circa 72.200. La Lombardia, regione più popolosa d’Italia con oltre 10 milioni di abitanti, di consiglieri al Pirellone ne manda 78, praticamente uno ogni 128.000 abitanti. Cade miseramente una delle principali argomentazioni dei grillini.

E l’efficienza? Se oggi una legge impiega troppo tempo per essere approvata non è certo per il numero dei parlamentari. Anzitutto, bisogna sapere che il grosso del lavoro avviene nelle commissioni di Camera e Senato, composte da poche decine di membri. E se l’approvazione di una legge è ritenuta urgente, il caso Covid ci insegna che governo e maggioranza dispongono di soluzioni tecniche abbastanza idonee per evitare perdite di tempo e dibattiti prolungati. Insomma, è la politica che incide sui tempi dei passaggi parlamentari, non viceversa.

Rischio di qualità ancora più bassa

Infine, la qualità. Meno sono e meglio sono, secondo i pentastellati. E se fosse l’esatto contrario? Con l’attuale legge elettorale, dove si arriva in Parlamento per i due terzi tramite liste bloccate, deputati e senatori sono grosso modo scelti tutti dalle segreterie dei partiti. Meno sono i parlamentari da eleggere e più incideranno i “nominati” sul totale di ogni gruppo. Per non parlare del paradosso, per cui si rischia di assegnare maggiore potere a singoli parlamentari disonesti.

Mettete che in tutte le circoscrizioni, le organizzazioni criminali riescano a far eleggere 10 deputati. Attualmente, inciderebbero su 630, cioè per meno dell’1,6%; su 400 deputati post-taglio, conterebbero per il 2,5%. Certo, qualcuno eccepirà che sarebbe più difficile per le mafie fare eleggere propri rappresentanti, divenendo più alta la soglia dei voti necessari per arrivare in Parlamento. Ma a parte che si viene eletti perlopiù tramite liste bloccate, come sopra spiegato, diventa più costoso fare campagna elettorale, dato che le circoscrizioni diverranno più grandi e i territori da battere pure. E volete che le mafie abbiano carenza di liquidità per finanziare un loro uomo? A farne le spese sarebbero partiti e singoli candidati sprovvisti di grossi mezzi e di appoggi “pesanti”.

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