Referendum costituzionale, Parisi parla da leader e il centro-destra: Parisi chi?

Stefano Parisi conferma il "no" di Forza Italia al referendum costituzionale, ma lancia l'ipotesi di un'Assemblea Costituente. Il centro-destra è attonito: con quali poteri di rappresentanza parla l'ex candidato sindaco di Milano?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Stefano Parisi conferma il

Intervistato dal TG 5, l’ex city manager di Milano, Stefano Parisi, indicato da Silvio Berlusconi quale potenziale leader del centro-destra, conferma la linea di Forza Italia contraria alle riforme istituzionali del governo Renzi e ribadisce che al referendum costituzionale di questo autunno inviterà a votare “no”. Al contempo, ci tiene a precisare che il suo non sarebbe un “no” conservatore della Carta, bensì mirerebbe a riforme migliori, ad esempio, per ottenere un Senato dai poteri più certi e con criteri elettivi non pasticciati. Per questo, propone dopo un’eventuale bocciatura degli elettori di dare vita a un’Assemblea Costituente, che si ponga l’obiettivo di fare una riforma della Costituzione entro la fine della legislatura, facendo eleggere agli italiani 100 rappresentanti con un sistema proporzionale puro.

Lo stesso Parisi chiarisce che questo scenario sarebbe l’esatto opposto all’inciucio o alla riproposizione delle larghe intese con il PD di Matteo Renzi, poiché punta a consentire che si abbiano in futuro maggioranze stabili e, quindi, che non si ripetano quelle alleanze trasversali, “causa del nostro debito pubblico”.

E, tuttavia, le reazioni da dentro e fuori Forza Italia non sono positive nel centro-destra. Anzitutto, molti segnalano sbigottimento per il fatto che Parisi parli da leader di un partito, quando nessuno lo riconoscerebbe tale. Maurizio Gasparri e Altero Matteoli mostrano scetticismo sulla capacità della politica italiana di trovare in poche settimane un’intesa per varare una storica costituente per le riforme, mentre da Conservatori e Riformisti, la formazione che fa capo a Raffaele Fitto, c’è parecchia irritazione per l’auto-proclamazione a leader del centro-destra di Parisi, tanto che Maurizio Bianconi taglia corto e chiarisce che fino a quando parla in rappresentanza di Berlusconi non potrà essere ritenuto credibile.

La Lega Nord si mostra un po’ meno scettica. Non è un mistero che Matteo Salvini e Berlusconi avrebbero concordato una tregua, con il primo a riconoscere anche la figura dell’ex candidato sindaco di Milano, purché si ribadisca una linea di opposizione al governo Renzi. Ecco, quindi, che Roberto Calderoli non chiude alla prospettiva di una costituente, purché successiva alle elezioni politiche.

La prima uscita di Parisi è andata così così. Non è tanto la sostanza a creare dubbi e malumori, quanto il suo ruolo dentro Forza Italia. Chi è? Per conto di chi parla? Con quale criterio interpreta la linea del partito o, addirittura, dell’intera coalizione di centro-destra? Insomma, il caos costante.

 

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Argomenti: Politica