Referendum Brexit: sondaggi segnalano UE a rischio, sterlina in caduta

Referendum sulla Brexit vicinissimo e i sondaggi lanciano l'allarme: il Regno Unito potrebbe davvero dire addio alla UE. Sterlina ai minimi da 3 settimane.

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Referendum sulla Brexit vicinissimo e i sondaggi lanciano l'allarme: il Regno Unito potrebbe davvero dire addio alla UE. Sterlina ai minimi da 3 settimane.

La UE rischia realmente la disgregazione al referendum sulla Brexit del 23 giugno prossimo. Quando mancano poco più di due settimane al voto, i sondaggi registrano una virata nei consensi tra i sudditi britannici e adesso segnalano una tendenziale vittoria dei sostenitori del “Leave”, coloro che vogliono il divorzio tra Londra e Bruxelles.

Stando all’ultima rilevazione di YouGov di ITV, condurrebbero la partita con il 45%, davanti al 41% dei “Remain”.

Pochi giorni fa era stato un altro sondaggio, stavolta pubblicato dal quotidiano progressista The Guardian, ad avere creato scompiglio tra gli analisti e gli stessi investitori, trovando il primo esito favorevole per la Brexit in una rilevazione telefonica.

In questo momento, la sterlina cede lo 0,35% contro l’euro, attestandosi a un cambio di 0,78781, ovvero ai minimi da tre settimane. A giugno, la valuta britannica ha perso il 3,3%, allontanandosi dai massimi da inizio febbraio, che erano stati toccato il 25 maggio scorso.

Contro il dollaro, la sterlina perde adesso lo 0,31% e si porta a un cambio di 1,44334, arretrando di quasi il 2% anche in questo caso dai massimi da inizio anno, toccati sempre il 25 maggio scorso, quando sembrava che lo spauracchio della Brexit si fosse definitivamente infranto contro la netta prevalenza dei sostenitori per la permanenza nella UE.

La sterlina risente dell’incertezza intorno allo scenario geo-politico prossimo europeo, anche perché l’addio di Londra alle istituzioni comunitarie potrebbe colpire il commercio con il resto d’Europa del Regno Unito e forse anche la supremazia finanziaria della City, oggi vero e proprio hub mondiale per gli investimenti.

Colpisce, in particolare, che nonostante siano stati suonati infiniti allarmi sulla tenuta dell’economia britannica nel caso di Brexit, i ceti produttivi del regno appaiono proprio coloro maggiormente favorevoli alla prospettiva di liberarsi dai “lacci e lacciuoli” di Bruxelles.

In ogni caso, l’esito del voto sarà influente anche sulla stabilità del governo Cameron. In difesa delle ragioni di chi vuole restare nella UE è sceso in campo anche l’ex premier John Major, che ha attaccato le posizioni dell’ex sindaco di Londra, Boris Johnson.

Il braccio destro del premier, il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, è impegnato da settimane a chiarire agli elettori che in ballo ci sarebbero la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e un calo nel medio-lungo termine del reddito delle famiglie.

 

 

 

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