Referendum Brexit, terrorismo mediatico respinto dagli elettori

Referendum Brexit vicino e i sondaggi penalizzano i fautori della permanenza nella UE del Regno Unito. Vediamo cosa dicono.

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Referendum Brexit vicino e i sondaggi penalizzano i fautori della permanenza nella UE del Regno Unito. Vediamo cosa dicono.

A tredici giorni dal referendum sulla Brexit, che deciderà le sorti sulla permanenza del Regno Unito nella UE, i sondaggi continuerebbero a confermare una prevalenza dei “Leave” sui “Remain”. La maggioranza dei sudditi di Sua Maestà, quindi, potrebbe votare per divorziare da Bruxelles.

Un sondaggio realizzato da Ipsos Mori e pubblicato sul The Guardian ha trovato che solo un britannico su quattro crede che nel caso di Brexit, le sue condizioni di vita peggioreranno, mentre il 63% crede pensa che vi sarebbe un calo degli immigrati. E potrebbe considerarsi scioccante, poi, che il 13% ritenga che le proprie condizioni di vita potrebbero, addirittura, migliorare.

Dunque, il terrorismo mediatico scatenatosi in queste settimane e univocamente teso a dimostrare che nel caso di uscita dalla UE, il Regno Unito incorrerebbe in una catastrofe economica, non solo non avrebbe fatto breccia, ma avrebbe convinto i cittadini britannici esattamente del contrario, non essendo altrimenti spiegabile come i sondaggi abbiano ripiegato da un paio di settimane in favore dei “Leave”.

Secondo uno studio pubblicato dal Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, uno dei principali sostenitori della permanenza nella UE, ciascuna famiglia perderebbe da qui al 2030 4.300 sterline all’anno nel caso di Brexit, prevedendo la recessione per il biennio in corso, anche se quest’ultima stima è nettamente peggiore di tutte le altre effettuate da analisti indipendenti, secondo cui il Regno Unito andrebbe incontro più che altro a un rallentamento.

D’altronde, lo scenario peggiore dovrebbe verificarsi nel caso di “credit crunch”, ma il governatore della Bank of England, Marc Carney, ha assicurato di avere approntato un piano per immettere liquidità sui mercati e impedire un simile evento.

La lezione che si potrebbe ricavare da quanto starebbe accadendo è che il terrorismo mediatico spesso non spaventa, ma indispettisce.

Se chiamare a votare i cittadini e, però, li metti davanti alla scelta tra la salvezza nazionale e la catastrofe, l’elettore fiuta giustamente aria di presa in giro. Certo, resta anche un dubbio nemmeno piccolo: e se questi sondaggi pessimistici fossero “orchestrati” apposta, in modo da stimolare maggiormente i sostenitori del “Remain” ad andare a votare?

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