Referendum Brexit, sondaggi allarmanti e il presidente UE attacca Bruxelles

Referendum Brexit, sondaggi choc. L'esito non è più scontato e il presidente della UE, Donald Tusk, accusa le "élites" europee di istigare il populismo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Referendum Brexit, sondaggi choc. L'esito non è più scontato e il presidente della UE, Donald Tusk, accusa le

Mancano tre settimane al referendum sulla Brexit nel Regno Unito, quello in cui i sudditi di Sua Maestà dovranno decidere una volta per tutte se restare nella UE o se uscirne. Ad oggi, i sondaggi sono stati decisamente concordi nel prevedere una netta vittoria dei “Remain” sui “Leave”, ma con l’avvicinarsi del voto non sembrano esserci certezze. Un sondaggio telefonico di Guardian ICM ha trovato che i favorevoli al divorzio tra Londra e Bruxelles sarebbero in vantaggio di 3 punti con il 45%. E’ la prima volta che si riscontra una loro predominanza in una rilevazione telefonica.

Ma c’è un altro dato a scuotere il mondo politico britannico e non solo. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Mori, il 58% dei cittadini del regno ritiene che nel caso di Brexit non ci sarebbe un peggioramento delle loro condizioni di vita, mentre l’11% pensa, addirittura, che queste migliorerebbero. E il 44% crede che il Regno Unito con l’uscita dalla UE sarebbe in una posizione negoziale forte per arrivare a un accordo di libero scambio con l’Europa, mentre solamente il 27% pensa il contrario.

Rischio Brexit in risalita?

Il combinato tra queste rilevazioni ci racconta una realtà molto diversa da quella prevista dagli analisti, ovvero i britannici non si starebbero facendo incantare dalla sirene dell’europeismo, né mostrano alcun reale timore sugli effetti di un’eventuale Brexit per le loro tasche. Giorni fa vi davamo conto della crescita dei favorevoli all’addio alla UE tra gli imprenditori, che sarebbero, in teoria, i più colpiti da uno scenario simile.

Dunque, nonostante gli allarmi e la retorica anti-Brexit strombazzati da Fondo Monetario Internazionale, OCSE, Bank of England, Tesoro di Londra e diversi analisti privati, la paura non sta attecchendo tra coloro che dovranno votare. Ciò non significa che i favorevoli alla separazione da Bruxelles siano in vantaggio, ma che i contrari potrebbero non avere sufficienti motivazioni per recarsi ai seggi, mentre l’anti-europeismo potrebbe istigare in tanti a farlo.

 

 

 

Tusk attacca le élites europee

E se c’è un leader europeo ad avere fatto un’analisi lucida della situazione attuale di disgregazione in Europa è stato il presidente della UE, l’ex premier polacco Donald Tusk, che intervenendo a un convegno dei dirigenti conservatori del centro-destra nel Vecchio Continente nel Lussemburgo, ha addebitato la colpa della crisi alle “utopiche élites” di Bruxelles, che chiedendo sempre più integrazione immediata e totale e un accentramento maggiore della politica europea, non si accorgerebbero che i popoli non abbracciano un tale entusiasmo europeista.

Tusk ha messo in guardia Commissione europea, Germania e Francia dal reagire all’indomani del referendum sulla Brexit del 23 giugno con una dichiarazione di richiesta di una maggiore integrazione, sostenendo che sarebbe l’esatto opposto di quello che servirebbe in questa fase e accusando tali élites di volere porre fine agli stati nazionali, che sono l’ossatura dell’identità europea, finendo per irrobustire i movimenti populisti di estrema destra.

Cambio euro sterlina, non c’è allarme

Le parole dure di Tusk sono state rivolte, in particolare, ai commissari, che potrebbero prendere la palla al balzo, sollecitando i governi europei dal 24 giugno prossimo a una maggiore integrazione, un passo che il presidente UE non condividerebbe.

Ma il mercato crede all’aumentato rischio Brexit? La sterlina cede oggi lo 0,38% contro l’euro, attestandosi ai minimi da una settimana, ma guadagnando ancora il 4,6% rispetto ai livelli più bassi toccati a inizio aprile. Insomma, ci sarebbe meno ottimismo dei giorni scorsi, ma non proprio allarme.

 

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Argomenti: Brexit, Crisi Eurozona, Economia Europa, Economie Europa