Referendum Brexit, risultati appesi a una manciata di voti: sondaggi confusi

Referendum Brexit, oggi il voto. Sondaggi non univoci dopo l'omicidio di Jo Cox. I mercati sperano nella permanenza di Londra nella UE, ma l'esito non è scontato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Referendum Brexit, oggi il voto. Sondaggi non univoci dopo l'omicidio di Jo Cox. I mercati sperano nella permanenza di Londra nella UE, ma l'esito non è scontato.

Si sono aperti i seggi nel Regno Unito per il terzo referendum degli ultimi 40 anni, quello che deciderà se il paese resterà nella UE o se lascerà le istituzioni comunitarie, dando vita alla cosiddetta “Brexit”. I sondaggi della vigilia appaiono tutt’altro che rassicuranti per i comitati dell’uno e dell’altro schieramento. Per alcuni, i “Remain” sarebbero tornati in testa dopo il brutale omicidio della deputata laburista inglese di una settimana fa, per altri i “Lead” rimarrebbero in vantaggio, anche se con un margine poco significativo.

I sondaggi esitano risultano differenti, a seconda che siano condotti per telefono o online. Nel primo caso, i fautori della Brexit sarebbero mediamente in testa del 6%, mentre nel secondo caso il margine si riduce al 2,5% in loro favore, stando a un’analisi effettuata dall’Huffington Post.

Brexit sarebbe irreversibile, tuona Cameron

Il perché di questo divario si spiega col fatto che statisticamente per via telefonica (linea fissa) si intercetta un pubblico di età medio-alta, mentre su internet alle interviste rispondono in maggiore percentuale i più giovani. Il voto sulla Brexit, infatti, divide il Regno Unito per età e provenienza geografica, oltre che per titolo di studio.

Il vero rischio è che quand’anche Londra restasse unita a Bruxelles, il margine della vittoria dei “Remain” potrebbe essere così stretto stasera, che il paese rimarrà diviso, lacerato e partner instabile per la UE. Il premier David Cameron ha imbracciato le armi di una difesa a spada tratta della permanenza nelle istituzioni comunitarie e all’ultimo dibattito di martedì, ha chiarito senza fronzoli ai suoi elettori che la Brexit sarebbe irreversibile, suggerendo loro, quindi, di pensarci due volte prima di darsi a un colpo di testa, perché non sarebbe più possibile “gettarsi dall’aereo e poi tentare di rientrarvi”.

L’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, anch’egli conservatore come il premier, guida il fronte anti-UE e ha definito quello di oggi un potenziale “independence day” per il Regno Unito. Parte degli aderenti ai “Leave”, quelli di estrazione di destra, pongono l’accento sul maggiore controllo che il governo avrebbe dell’immigrazione, mentre quelli più di sinistra rilevano come con la Brexit sarebbero salvaguardati i diritti dei lavoratori britannici.

 

 

 

Destino UE in mano a pochi voti di scarto

A decidere le sorti di Londra e, di conseguenza, di tutta l’Unione Europea, potrebbe essere alla fine qualche centinaio di migliaia di elettori. L’esito del voto dipenderà essenzialmente dal tasso di partecipazione, imponderabile, data la scarna casistica sui referendum nel paese. E un’affluenza elevata sarebbe un segnale positivo o negativo per la UE?

Fino alla settimana scorsa, tutti gli analisti politici sembravano concordare sul fatto che i pro-Brexit avrebbero avuto maggiori motivazioni a recarsi a votare. Infatti, il Regno Unito non è un paese europeista e chi vota oggi per restare nella UE, lo farà non perché attratto da Bruxelles, ma solo perché teme le conseguenze di un’uscita dal mercato comune.

Mercati attendisti, domani festa o lutto

Il quadro è mutato in pochi attimi 7 giorni fa esatti, quando un matto di 52 anni, pare di tendenze nazionaliste, ha ucciso una ferrea sostenitrice della UE, la deputata laburista Jo Cox. L’ondata emotiva seguente al fattaccio potrebbe spingere in queste ore molti elettori a recarsi ai seggi per contrastare quello che avvertono un pericolo estremista. Basterà questa spinta ad assicurare la vittoria al fronte pro-UE?

Per i mercati, sì. Dopo Cox, la tensione si è di molto allentata e la sterlina ha recuperato abbastanza terreno contro euro e dollaro. Non è detto che gli investitori abbiano letto correttamente le tendenze negli ultimi giorni, ma di certo forniscono una prova sulla convinzione generale che stasera assisteremmo a un rifiuto della Brexit. Se avranno avuto ragione, domani sarà festa nelle borse di tutto il mondo, ma se si saranno sbagliati, vivremmo un “venerdì nero” che segnerà i ricordi di una generazione.

 

 

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Argomenti: Brexit, Economia Europa, Economie Europa