Reddito di cittadinanza: quali lavori bisognerebbe fare, finti poveri nel mirino

Per il reddito di cittadinanza attenzione alla vasta platea di finti poveri, focus sui lavori socialmente utili.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Per il reddito di cittadinanza attenzione alla vasta platea di finti poveri, focus sui lavori socialmente utili.

Si continua a parlare del reddito di cittadinanza e di quali lavori bisognerebbe fare per avere diritto alla misura. Nel progetto si parla di lavori di pubblica utilità o socialmente utili per ricambiare l’investimento fatto dallo Stato di 780 euro mensili.

Quali lavori bisognerebbe fare?

Secondo quanto dichiarato dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio per avere diritto al reddito di cittadinanza sarà necessario rendersi disponibili per 8 ore a settimana per attività lavorative nel Comune di residenza, quindi lavori di pubblica utilità che dipendono appunto dal Comune in cui si risiede e dalle necessità. Come scrive Adnkronos tra i lavori definiti socialmente utili si parla, ad esempio, di assistenza di persone in difficoltà come anziani o portatori di handicap oppure rieducazione dei tossicodipendenti o dei detenuti o ancora lavori legati alla tutela delle aree protette, parchi, raccolta differenziata o conservazione del patrimonio culturale così come il miglioramento delle condizioni per lo sviluppo del turismo.

Chi sono i falsi poveri

Il reddito di cittadinanza è una misura contro la povertà ma non bisogna sottovalutare i furbetti ossia quelle persone che con false dichiarazioni riescono ad ottenere agevolazioni, esenzioni ticket o prestazioni agevolate pur non avendone diritto. Si parla di una platea di falsi poveri che la Guardia di Finanza ha identificato in almeno 6 su 10. Su 8.847 persone controllate nei primi 6 mesi dell’anno, 5.435 non avevano le caratteristiche per ricevere le agevolazioni ottenute con dichiarazioni false appunto. Un numero impressionante riguarda i ticket sanitari.

I dati sono allarmanti pensando al reddito di cittadinanza e il fatto che senza le misure necessarie i cosiddetti furbetti potrebbero ottenere il denaro senza averne diritto. A tal proposito il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha pensato ad un “piano anti-abusi”, mentre Di Maio ha ipotizzato pene e sanzioni importanti e addirittura il carcere: “Abbiamo inserito in questa norma anche una serie di misure che contrastano i furbi. Se imbrogliano si beccano fino a sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge”. Il sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, ha svelato che i controlli anti furbetti potrebbero avvenire incrociando dati ma bisognerà fare attenzione ai quei soggetti che percepiscono denaro in nero e fanno la spesa in contanti e quindi potrebbero apparire al Fisco come un finto povero ottenendo così il reddito di cittadinanza.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana