Reddito di cittadinanza, la battaglia del M5S si sposta in Europa: il piano per farlo partire subito

Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle sono passati all'azione, chiedendo una spending review pari a 830 milioni di euro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle sono passati all'azione, chiedendo una spending review pari a 830 milioni di euro.

Il reddito di cittadinanza è il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle da anni. Anche nel corso dell’ultima campagna elettorale, i pentastellati hanno più volte affermato la necessità dell’assegno pari a 780 euro da assegnare a chi non ha un lavoro. La proposta, accolta con entusiasmo dagli elettori del Movimento, si è trasformata in azione concreta nel contratto di governo, dove campeggia insieme al superamento della riforma pensioni.

Una strada alternativa

Le recenti dichiarazioni di Luigi Di Maio sul ministro dell’Economia Tria hanno di nuovo posto al centro dell’attenzione la disponibilità delle risorse economiche da destinare al reddito di cittadinanza e, più in generale, alle altre riforme previste nel contratto firmato insieme alla Lega Nord (tra tutte ricordiamo la flat tax). La novità delle ultime ore è che il Movimento 5 Stelle sembra stia percorrendo una strada “alternativa” per il reperimento delle risorse necessarie, in modo da avviare la misura fin dal prossimo anno, come più volte promesso in queste settimane da diversi esponenti politici del Movimento.

Cosa c’entra l’Unione Europea con il reddito di cittadinanza?

I concetti sono sempre quelli: spending review, Unione Europea e reddito di cittadinanza. Stavolta, però, viaggiano sulla stessa strada. Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle sono passati all’azione, chiedendo una spending review pari a 830 milioni di euro, così da aumentare il budget per il Fondo sociale europeo. Il tutto con l’obiettivo di avviare il reddito di cittadinanza. Già nei mesi scorsi Luigi Di Maio aveva indicato nel Fse una delle chiavi per il miglioramento del benessere dei cittadini europei. Non bisogna nemmeno sottovalutare la vicinanza delle elezioni europee, in programma nel mese di maggio, e il piano rilanciato da Macron (Rua, reddito universale di attivazione). Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, non è poi così impossibile che in futuro possa nascere un’alleanza tra Francia e Movimento 5 Stelle tra i banchi dell’Europarlamento.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana