Reddito di cittadinanza: il premier Conte lancia la volata, ma Tajani (Forza Italia) frena

Non c’è ancora la certezza assoluta, ma con ogni probabilità il reddito di cittadinanza sarà inserito fin da subito all’interno della prossima legge di Bilancio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Non c’è ancora la certezza assoluta, ma con ogni probabilità il reddito di cittadinanza sarà inserito fin da subito all’interno della prossima legge di Bilancio.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte lancia la volata per il reddito di cittadinanza già in autunno. La misura simbolo del programma elettorale del Movimento 5 Stelle torna ad essere più che mai vicina, alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal numero uno del governo M5S-Lega. Non c’è ancora la certezza assoluta, ma con ogni probabilità il provvedimento sarà inserito fin da subito all’interno della prossima legge di Bilancio. Il documento verrà discusso in Parlamento in autunno, per poi entrare in vigore da gennaio 2019.

Non è un mistero che il Movimento 5 Stelle abbia ricevuto numerosi voti tra le persone che abitano al Sud Italia per la promessa elettorale dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Prima della pausa estiva, Di Maio aveva confermato l’impegno assunto di fronte a milioni di elettori. Anche allora, il vicepremier pentastellato aveva indicato nella Legge di Bilancio d’autunno la corsia preferenziale per l’avvento del reddito di cittadinanza in Italia. Dichiarazioni giunte a seguito del semaforo verde da parte del Ministro dell’Economia Tria, il quale a inizio luglio aveva sottolineato la necessità di una riforma fiscale (flat tax, ndr) in contemporanea all’adozione del reddito di cittadinanza.

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L’altolà di Tajani

Antonio Tajani, indicato in passato premier di un ipotetico governo di Centrodestra con Forza Italia in maggioranza, ha affermato come il reddito di cittadinanza non sarebbe ammesso dall’Unione Europea qualora si scelga di sforare il deficit del 3 per cento per introdurlo. Il presidente del Parlamento europeo ha sottolineato come il reddito di cittadinanza sia una spesa improduttiva. Per questo motivo, l’Unione Europea non ammetterebbe da parte del governo italiano uno sforamento del deficit per trovare le risorse necessarie per l’avvio della misura tanto cara al Movimento 5 Stelle. Discorso diverso, invece, per l’eventuale potenziamento delle infrastrutture in Italia, argomento di stretta attualità a pochi giorni dalla tragedia di Genova.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana