Reddito di cittadinanza: il grande problema dei centri per l’impiego al Sud

I centri per l'impiego al Sud: soltanto il 2,4% dei disoccupati ha scelto di rivolgersi ai centri per l'impiego al fine di trovare un'occupazione.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I centri per l'impiego al Sud: soltanto il 2,4% dei disoccupati ha scelto di rivolgersi ai centri per l'impiego al fine di trovare un'occupazione.

Un recente approfondimento della rivista Business Insider mette in luce l’inutilità dei centri per l’impiego al Sud Italia. Stando alla rilevazione più recente, soltanto il 2,4 per cento dei disoccupati nelle regioni meridionali ha scelto di rivolgersi ai centri per l’impiego al fine di trovare un’occupazione. Di contro, il 40,7 per cento di loro ha chiesto a parenti e amici. Una percentuale pari al 17 per cento invece ha scelto di rivolgersi direttamente al datore di lavoro. Stage, concorsi pubblici e annunci su giornale/internet presentano invece percentuali di gran lunga inferiori anche al 10 per cento, si attestano infatti tra il 4 e 6 per cento.

Reddito di cittadinanza la soluzione?

Il reddito di cittadinanza è la misura inserita nel contratto di governo Movimento 5 Stelle-Lega Nord per favorire il rilancio dell’occupazione. Infatti, anche se spesso viene omesso, il reddito di cittadinanza porta in dote il potenziamento dei centri per l’impiego. Nella prossima manovra finanziaria, circa 9 miliardi saranno destinati al reddito, 1 miliardo invece ai centri per l’impiego. Della misura ne dovrebbe dunque beneficiare soprattutto il Sud Italia, se si tengono in considerazione le differenze con il resto del Paese. Se infatti si prende come riferimento un recente monitoraggio di Anpal (riferito a quest’anno), le regioni del Sud fanno segnare il rapporto più basso di contatti per operatore (315, contro i 465 del Nord-Est). Vale inoltre la pena aggiungere il dato sui laureati tra gli operatori, con una percentuale pari al 34 per cento al Nord e una del 17 per cento al Sud Italia.

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Boeri contrario al reddito di cittadinanza

Intanto, si registrano le dichiarazioni di Tito Boeri, presidente dell’Inps, nettamente contrario al reddito di cittadinanza. Secondo il numero uno dell’istituto previdenziale, è sbagliato assegnare del denaro a persone che non lavorano. L’economista italiano ha inoltre aggiunto che il provvedimento andrà a colpire la fiscalità generale.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana