Reddito di cittadinanza e lavoro: la drammatica fuga dei giovani dal Sud

Pochi investimenti, gap occupazionale, reddito di cittadinanza inutile e fuga di migliaia di giovani dal Sud, ecco i dati del Rapporto Svimez 2019.

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Pochi investimenti, gap occupazionale, reddito di cittadinanza inutile e fuga di migliaia di giovani dal Sud, ecco i dati del Rapporto Svimez 2019.

I giovani continuano a fuggire dall’Italia e a rimetterci è soprattutto il Mezzogiorno. I nuovi allarmanti dati arrivano dal Rapporto Svimez 2019 che mette in risalto la fuga dei laureati all’estero, molti dei quali non tornano più. La questione, oltretutto, sembra interessare maggiormente il Sud con dei numeri drammatici.

Dati allarmanti

In base ai dati del rapporto, infatti, è soprattutto il Sud a subire maggiormente la fuga di giovani, soprattutto tra 15 e 64 anni. Notevoli i numeri di laureati o comunque ragazzi che hanno un alto tasso di istruzione, i quali spesso non tornano più nella loro città di origine. Ad esempio, sono 2.015 mila i giovani fino a 34 anni che hanno lasciato il Mezzogiorno mentre ben 236 mila persone, solo nel 2018, sono interessate dal pendolarismo di lungo periodo e di questi 179 mila vanno verso il Centro-Nord o direttamente all’estero.

Reddito di cittadinanza allontana dal mercato del lavoro

Nel rapporto si punta anche il dito contro il Reddito di cittadinanza che avrebbe allontanato i giovani dal mercato del lavoro. Si legge, infatti che «invece di richiamare persone in cerca di occupazione, il reddito di cittadinanza le sta allontanando dal mercato del lavoro».

Interessante anche la parte in cui viene sottolineato come il Nord Italia non sia più la locomotiva d’Europa visto che alcune regioni dell’Est superano le regioni ricche italiane per il Pil. E ancora, riflettori sulla bassa natalità, emigrazione di giovani, invecchiamento della popolazione motivo di una stagnazione che solo l’aumento del tasso di occupazione potrebbe spezzare.

Tema centrale anche quello del gap occupazionale tra Sud e Centro-Nord, con un aumento al 21,6% rispetto al passato. Questo significa, nella sostanza, che servirebbero 3 milioni di posti di lavoro al Sud per raggiungere il Centro-Nord. Nelle regioni del Mezzogiorno cresce la precarietà così come il part-time involontario che al Sud raggiunge la quota dell’80% contro il 58% del Centro-Nord.

Il rapporto sottolinea anche come la stagnazione economica sia strettamente legata agli scarsi investimenti e consumi in particolare della Pa.

Leggi anche: Lavoro e giovani in fuga all’estero: ecco quanto ci costa il grande esodo

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