Reddito di cittadinanza e il ‘disastro’ dei centri per l’impiego: la situazione attuale preoccupa

Il problema dei centri per l'impiego in Italia: che cosa accadrà al reddito di cittadinanza?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il problema dei centri per l'impiego in Italia: che cosa accadrà al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe entrare in vigore da aprile ma resta un problema fondamentale: i centri per l’impiego. Dovranno infatti essere i centri per l’impiego ad aiutare le persone a trovare lavoro considerando che per ricevere il sussidio bisognerà iscriversi ad uno di essi e accettare una delle prime tre offerte di lavoro proposte vicine alla residenza.

Un disastro annunciato?

Il reddito di cittadinanza, nelle intenzioni, dovrebbe smuovere quei giovani che ad oggi sono scoraggiati dal cercare lavoro, un ponte verso il mercato del lavoro dunque e un sussidio allo stesso tempo. Fin qui tutto bene. Il problema tutto italiano è però che i centri per l’impiego nella maggioranza dei casi funzionano male e sono inefficenti. Basti pensare che solo il 3% di chi si rivolge a questi uffici trova effettivamente lavoro e sempre meno fanno domanda. Il Movimento 5 Stelle ha portato avanti la proposta del reddito di cittadinanza promettendo poi di investire un miliardo di euro per migliorare il sistema di questi centri, forse con nuove sedi e nuove assunzioni qualificate; Di Maio ha anche spiegato di voler puntare su un sistema digitale.

I numeri italiani

Guardando ai numeri in Italia ci sono 552 centri per l’impiego, circa 8mila dipendenti e quasi 3 milioni di persone che cercano lavoro: in Francia i dipendenti sono 49mila, in Germania 110mila, in Gran Bretagna 67 mila etc. Cifre che vengono raffrontate anche alla spesa per i centri con l’Italia che investe il 0,04 del PIL contro la Germania e Francia, rispettivamente 0,36% e 0,25%. In sostanza il miliardo promesso per i centri per l’impiego potrebbero non essere sufficienti se si vuole davvero stare al passo di altri paesi europei.

A precisare come stanno i fatti è stato Stefano Buffagni, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in quota Movimento 5 stelle,intervistato a Radio Capital: “I centri per l’impiego, dormienti per anni, di colpo andranno rivitalizzati, e al contempo gli enti pubblici devono gestire tutta quella forza lavoro che verrà messa a disposizione per le ore di lavoro socialmente utile”.

Come sostiene Luigi Olivieri, dirigente della provincia di Verona  «Un piano di investimento di questa natura non può essere attuato in breve tempo, ma deve essere pluriennale, con una crescita graduale dei servizi e dei livelli delle prestazioni previste, in parallelo agli investimenti». Lo scrive Il Post.

In sostanza il reddito di cittadinanza, senza una riforma vera dei centri per l’impiego resta un semplice sussidio per chi si trova in determinate condizioni ma difficilmente aiuteranno a trovare lavoro.

Come scrive Il Gazzettino, basta fare un giro nei centri per l’impiego di Padova con lunghissime file e gente esausta ma una risposta univoca: “Mi dispiace, ma sul reddito di cittadinanza non sappiamo ancora niente di niente”.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana