Reddito di cittadinanza, addio ai centri per l’impiego? La proposta della Lega è rivoluzionaria

Lega Nord boccia i centri per l'impiego, una proposta del tutto rivoluzionaria. Che cosa potrebbe accadere?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Lega Nord boccia i centri per l'impiego, una proposta del tutto rivoluzionaria. Che cosa potrebbe accadere?

Il reddito di cittadinanza potrebbe cambiare volto. Non tanto nella forma (780 euro l’importo massimo destinato alle persone che risulteranno beneficiare della misura) quanto nella sostanza. Infatti, il ruolo chiave dei centri per l’impiego potrebbe non essere così sicuro come si credeva un tempo. A metterlo in discussione la Lega, partner di governo del Movimento 5 Stelle. In sostituzione dei centri per l’impiego, il Carroccio punta sulle aziende, in modo da rendere la misura del reddito più appetibile agli occhi delle imprese e ai cittadini del Nord. L’altro obiettivo è di evitare che il reddito di cittadinanza possa essere percepito come uno strumento assistenziale, come è opinione diffusa tra i cittadini delle regioni del Nord Italia, dove la Lega vanta un consenso nettamente maggiore rispetto all’alleato di governo.

Il ruolo delle aziende nel reddito di cittadinanza

A esporre la proposta della Lega è stato Armando Siri, consigliere economico di Matteo Salvini e sottosegretario alle Infrastrutture. Secondo il tecnico della Lega Nord, l’esecutivo dovrebbe coinvolgere maggiormente il settore produttivo italiano. In che modo? L’idea della Lega è erogare il reddito di cittadinanza non ai cittadini tramite una card/bancomat, come invece è nei piani del Movimento 5 Stelle, ma direttamente alle aziende. Quest’ultime sono chiamate a formare nel frattempo la persona, a cui erogheranno a loro volta l’importo del reddito. Una volta che il periodo di formazione (o lavoro) sarà terminato, l’azienda avrà la facoltà di assumere il diretto interessato. Qualora l’impresa decida di non procedere con l’assunzione, la persona avrà comunque ricevuto il reddito di cittadinanza e una formazione tale da poter avere maggiori possibilità nel mercato del lavoro, aprendosi di fatto a nuove prospettive di lavoro. L’analisi di Siri e le sue dichiarazioni sono state riprese da Il Sole 24 Ore. Al momento, il leghista si trova a Washington dove ha in programma un incontro con Larry Kudlow, consigliere economico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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La bocciatura dei centri per l’impiego

La proposta della Lega Nord si traduce in una bocciatura completa dei centri per l’impiego, considerati non all’altezza di rispondere a una sfida così importante come quella che impone il reddito di cittadinanza. Come spiega in maniera approfondita Il Sole 24 Ore, occorre tenere in considerazione le criticità dei centri italiani: nessun collegamento tra di loro né con Agenzia delle Entrate e Inps, oltre al possesso di scarse informazioni sul profilo del disoccupato in cerca di lavoro. Un quadro desolante, che porta a due conseguenze tangibili: poche reali possibilità di offerte lavorative e mancanza di controlli sul percorso che il disoccupato affronterà una volta cominciato a percepire il reddito di cittadinanza. Adesso si attende la risposta del Movimento 5 Stelle, chiamata a confrontarsi con la Lega su quella che rimane una delle misure simbolo del Movimento di Luigi Di Maio, vice premier e ministro del Lavoro. Poco tempo fa avevamo già visto come il funzionamento dei centri per l’impiego ad oggi lasciava qualche dubbio sulla capacità di saper gestire migliaia di persone in cerca di lavoro e con il reddito di cittadinanza (Reddito di cittadinanza e il ‘disastro’ dei centri per l’impiego: la situazione attuale preoccupa)

 

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana