Reddito di avviamento al lavoro, la risposta di Salvini ai 5 Stelle di Di Maio

La Lega contrappone il reddito di avviamento al lavoro a quello di cittadinanza del Movimento 5 Stelle. Matteo Salvini punta a un'alleanza con Luigi Di Maio, ma dovrà passare per il benestare degli alleati, che incontra oggi per fare il punto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Lega contrappone il reddito di avviamento al lavoro a quello di cittadinanza del Movimento 5 Stelle. Matteo Salvini punta a un'alleanza con Luigi Di Maio, ma dovrà passare per il benestare degli alleati, che incontra oggi per fare il punto.

Armando Siri, braccio destro di Matteo Salvini e fautore convinto della “flat tax”, lo aveva detto: il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle non è accettabile per la Lega. Del resto, la fisionomia con cui il principale partito del centro-destra intende muoversi in questa fase di trattative per la formazione del nuovo governo è quella di una formazione che punti a stimolare l’economia italiana, non a propinare ricette assistenziali. Ed ecco che il Carroccio ha studiato un modello alternativo di sostegno ai disoccupati, denominato “reddito di avviamento al lavoro”. In cosa consiste? Nell’erogazione di 750 euro mensili a chi non è occupato e ha un reddito sotto la soglia di povertà. In cambio, il beneficiario dovrà iscriversi a un centro per l’impiego e accettare la prima offerta di lavoro.

Reddito di cittadinanza, il vero motivo per cui non si farà e perché la delusione sarà tanta

Il sostegno dura 3 anni e viene erogato in forma di prestito a tasso zero da parte di Poste Italiane e banche con garanzia di Cassa depositi e prestiti. Per il primo anno, metà del prestito sarà a carico dello stato, percentuale che scenderà al 30% per il secondo anno e che si azzererà al terzo anno. Il costo atteso della misura sarebbe di 11,5 miliardi di euro. Quanto al recupero delle somme, il beneficiario dovrà restituirle in un arco di tempo massimo di 20 anni, così come gli istituti che hanno erogato il sostegno otterranno un credito d’imposta di pari importo e sempre spalmato in 20 anni.

La misura punterebbe, nelle intenzioni dei leghisti, a garantire sia un sostegno a chi ha bisogno, sia un incentivo ad entrare nel mondo del lavoro. Rispetto al reddito di cittadinanza, quello di avviamento al lavoro sarebbe un’opzione a cui ricorrerebbero in molte meno persone, perché solo parzialmente gratuita. In verità, ci sembra poco praticabile. Manca la cultura necessaria in Italia per ritenere che un simile provvedimento possa attecchire e, soprattutto, tecnicamente si mostra abbastanza complicato. Ad esempio, come restituirebbe le somme colui che abbia beneficiato del sostegno, nel caso in cui nei successivi 20 anni non si trovi sempre nelle condizioni economiche di farlo, perché magari guadagna poco o ha una pensione bassa o non ha proprio un lavoro?

Le trattative per Camere e governo

Al momento, il reddito di avviamento al lavoro è l’ultima delle preoccupazioni di Salvini, concentrato nelle trattative con gli alleati, oltre che con l’M5S, sulle presidenze di Camera e Senato. Si va delineando una spartizione delle due cariche con i grillini a Montecitorio e il centro-destra a Palazzo Madama. La Lega starebbe prendendo in considerazione di cedere lo scranno più alto tra i senatori a Forza Italia, avendo incassato in cambio il via libera degli azzurri alla candidatura di Massimiliano Fedriga come governatore in Friuli-Venezia-Giulia per l’autunno prossimo. Il leader leghista incontra oggi Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per chiudere il cerchio, anche se resta da risolvere il rebus del governo, con Forza Italia a propendere per un’alleanza con il PD e la Lega a immaginarne una con l’M5S.

Stando alle indiscrezioni che trapelano dai palazzi romani, Berlusconi vorrebbe far parte della partita che si sta giocando tra Lega e M5S. Se ci sarà un governo insieme, esso dovrà includere tutto il centro-destra e non solo il Carroccio. Semplice tattica per sabotare il dialogo tra Salvini e Luigi Di Maio? Si sa, infatti, che tra i grillini l’ipotesi di andare al governo insieme a Forza Italia appare pura fantapolitica e l’ex premier sa benissimo di non essere gradito dai pentastellati e magari vorrebbe provocare una rottura delle trattative da parte loro, in modo che l’alleato sia costretto a trattare solamente con il PD. In ogni caso, serve guadagnare tempo e non andare ad elezioni anticipate presto. La Lega divorerebbe il resto della coalizione. E la “cessione” del candidato governatore friulano segnala lo smottamento elettorale in favore del partito di Salvini, ormai dominus del centro-destra.

Come Salvini vuole eliminare Berlusconi e prendersi tutto il centro-destra

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