Redditi e consumi italiani sotto la media europea, ultima la Bulgaria

Consumi e pil pro-capite in Italia al di sotto della media europea. Forti le disparità nella UE tra i primi e gli ultimi della classe. Ed emergono i casi di Lussemburgo e Irlanda.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Consumi e pil pro-capite in Italia al di sotto della media europea. Forti le disparità nella UE tra i primi e gli ultimi della classe. Ed emergono i casi di Lussemburgo e Irlanda.

I dati Eurostat rapportati al 2016 indicano una estrema differenza tra i livelli dei consumi e dei redditi all’interno della UE. I primi sono stati calcolati secondo la PPS (“Purchasing Power Standards”), ovvero depurandoli dai prezzi, in modo da ottenere un’unita di misura omogenea tra le differenti 28 economie. I secondi, invece, sono stati derivati dalla suddivisione del pil per il numero degli abitanti. In entrambi i casi, 100 corrisponde al livello medio registrato nella UE.

Si ottiene che il Lussemburgo sia lo stato con i consumi più alti, pari al 32% in più della media europea, mentre la Bulgaria sarebbe lo stato con i consumi più bassi, pari ad appena il 53% della media continentale. Ed entrambi i paesi aprono e chiudono la classifica sul pil pro-capite, rispettivamente al 267% e al 48% della media. (Leggi anche: Consumi famiglie italiane attesi deboli)

Forti disparità tra economie UE

In sostanza, tra la prima e l’ultima economia europea vi sarebbe una differenza di pil per abitante di 5,5 volte e di 2,5 volte per i livelli di consumo. Solamente 10 paesi mostrano consumi superiori alla media UE, ovvero Germania, Austria, Regno Unito, Danimarca, Finlandia, Belgio, Francia, Olanda e Svezia, oltre al Lussemburgo, mentre l’Italia figura in undicesima posizione e alla pari con l’Irlanda con consumi pro-capite per il 97% della media europea.

Tra il 75% e il 100% figurano nell’ordine (decrescente): Irlanda, Italia, Cipro, Spagna, Lituania, Portogallo, Malta, Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia, Polonia e Slovenia. In fondo alla classifica, invece, troviamo Estonia, Lettonia, Ungheria, Romania, Croazia e, come detto, Bulgaria. (Leggi anche: Boom esportazioni italiane compensa calo consumi)

I casi Lussemburgo e Irlanda

Un dato che salta subito all’occhio nel leggere i dati dei consumi e nel confrontarli con quelli del pil pro-capite di ciascuna economia è la discrepanza tra i due nel Lussemburgo e in Irlanda. Nel ducato, a fronte di consumi pari al 32% in più della media europea, il pil per abitante è del 167% in più, così come a Dublino i primi sono del 3% in meno e il secondo del 77% in più.

Come mai? Che lussemburghesi e irlandesi siano piuttosto propensi al risparmio? No, la realtà è spiegata dal fatto che i due stati sono sedi di istituzioni finanziarie e multinazionali di tutto il mondo, garantendo una bassa tassazione e regole fiscali abbastanza agevolanti. Pertanto, il pil in entrambi i paesi risulta “gonfiato”, mentre i consumi effettivi realizzati dai rispettivi abitanti ne rispecchiano le realtà economiche. Il Lussemburgo, evidentemente, anche al netto della ricchezza apportata dai fondi e le multinazionali straniere, resta l’economia più ricca d’Europa, mentre l’Irlanda si situa appena sotto la media. (Leggi anche: Tigre celtica tornata: boom pil Irlanda)

 

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Europa, Economie Europa

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