Record disoccupazione giovanile: l’austerità di Monti è “Pareto inefficiente”

In Italia la disoccupazione cresce a un ritmo più sostenuto della media Eurozona. Il crollo del mercato del lavoro è anche il frutto delle misure adottate dal governo Monti che ha spinto il nostro paese in recessione senza migliorare alcun altro parametro

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
In Italia la disoccupazione cresce a un ritmo più sostenuto della media Eurozona. Il crollo del mercato del lavoro è anche il frutto delle misure adottate dal governo Monti che ha spinto il nostro paese in recessione senza migliorare alcun altro parametro

Brutte notizie sul fronte occupazione. L’Istat rileva che nel mese di ottobre in Italia risultano disoccupati l’11,1% della forza-lavoro, in aumento dello 0,3% sul mese di settembre e di ben il 2,3% su base annua. Si tratta del tasso più alto dal gennaio 2004, quando sono iniziate le rilevazioni mensili, e per le serie storiche trimestrali è, invece, il dato più alto dal primo trimestre 1999. In tutto, sono alla ricerca di un lavoro 2 milioni 870 mila persone, 95 mila in più di settembre e 644 mila in più rispetto a un anno prima (Disoccupazione da record: dal ’92 mai così tanti in cerca di lavoro. Allarme per i giovani).  

Disoccupazione giovanile: Italia seconda solo alle ultime della classe

Ma il dato è agghiacciante per i giovani sotto i 25 anni. Tra di loro il tasso di disoccupazione è esploso al 36,5% (30,7% nell’ottobre 2011), dato record dall’inizio del 2004 per le serie mensili e, addirittura, dal primo trimestre del 1992 per i dati trimestrali. A ottobre, in sostanza, risultavano cercare lavoro 639 mila giovani tra i 15 e i 24 anni. E completando la carrellata dei numeri negativi, si nota che risultano assunti a termine 2 milioni 447 mila lavoratori, a cui si sommano 430 mila collaboratori. Sommando si arriva a 2 milioni 877 mila cosiddetti “precari”, dato massimo per le rilevazioni trimestrali dal terzo trimestre 2004, mentre per i soli dipendenti bisogna risalire al terzo trimestre del 1993 per avere un dato così alto.  

I numeri del governo Monti: +6% di giovani disoccupati in un anno

Dunque, un anno di governo tecnico ha degradato il mercato del lavoro come mai negli ultimi venti anni. Rispetto a un solo anno fa, i giovani disoccupati sono cresciuti di circa il 6%, mentre complessivamente si sono bruciati quasi 650 mila posti di lavoro. Certo, è vero che i dati sono in linea con il trend dell’Eurozona, ma analizzando quelli italiani, ci accorgiamo che la disoccupazione da noi ha accelerato negli ultimi 12 mesi più che nel resto dell’Eurozona. Nell’Area Euro, i disoccupati ad ottobre sono stati l’11,7%, contro il 10,4% di un anno prima e l’11,6% di settembre. E la disoccupazione giovanile è salita al 23,9%, contro il 21,2% di un anno prima e il 23,6% di settembre 2012. In pratica, se i livelli di disoccupazione nell’Eurozona sono ancora mediamente più alti dell’Italia, il tasso di accelerazione nel nostro Paese è ben più spinto, tanto da convergere sostanzialmente ormai ai livelli medi dell’Area Euro. E non poteva essere diversamente. Le misure del governo Monti hanno portato l’economia in recessione del 2,4-2,5% del pil nel 2012 e la manterranno tale anche nel 2013, forse con un pil in calo fino all’1%, secondo l’Ocse. E nei primi nove mesi di quest’anno, la produzione industriale si è contratta de 6,5%, rispetto allo stesso periodo del 2011. Chiaro che il mercato del lavoro ne risenta negativamente. Ma sorge spontanea una domanda: il decreto “Salva-Italia” di Monti del dicembre 2011 cosa ha salvato di concreto? Non i conti pubblici, perché non sarà raggiunto alcun target pattuito con la Commissione e il debito è esploso dal 119% del pil di un anno fa al 126% previsto per il 2013, quando il pareggio dei conti sarà tutt’altro che sfiorato (deficit al 2,9%, secondo l’Ocse); non l’economia, che come detto è e resterà in recessione fino a tutto il 2013, mentre scendono i consumi privati al ritmo più alto dalla Seconda Guerra Mondiale (sono sempre dati Ocse) e la produzione industriale è in caduta libera; non l’occupazione, che vive il momento peggiore degli ultimi venti anni e non vedrà miglioramenti fino a tutto il 2014.  

L’aumento della disoccupazione non è “compensato” da un miglioramento degli altri parametri economici

Certo, Monti è il risultato del fallimento della politica della Seconda Repubblica, non c’è dubbio. Ma non dovrebbe esistere dubbio alcuno nemmeno sulla sua incapacità di affrontare uno dei qualsivoglia nodi che i partiti hanno lasciato irrisolti. Il dramma della disoccupazione giovanile, più bassa solo di quella in Grecia e Spagna, è un allarme che non può essere affrontato con insulti ai ragazzi come “choosy” da parte di insigni ministri di un governo. Molti giovani saranno pure schizzinosi, ma se fingiamo che l’Italia sia un Paese delle opportunità diremmo qualcosa fuori dalla realtà. Il dramma sta tutto qua: che a fronte di un aumento della disoccupazione, non abbiamo riscontro di un miglioramento di altri parametri. Nel linguaggio economico, diremmo che siamo di fronte a una situazione “Pareto-inefficiente”. Tradotto: siamo messi male.

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Argomenti: Economia Italia