Recessione finita in Italia e debito pubblico in calo a dicembre: c’è da esultare?

In Italia, il pil segna una lieve crescita su base trimestrale nell'ultimo trimestre del 2013, mentre il debito scende a dicembre di 36,5 miliardi. Ma non c'è molto da esultare.

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In Italia, il pil segna una lieve crescita su base trimestrale nell'ultimo trimestre del 2013, mentre il debito scende a dicembre di 36,5 miliardi. Ma non c'è molto da esultare.

L’Istat ha certificato la fine della recessione. Nel quarto e ultimo trimestre del 2013, il pil è cresciuto dello 0,1% su base congiunturale, ossia rispetto al trimestre precedente, mentre è sceso dello 0,8% su base annua. Si tratta della prima interruzione del calo dei nove trimestri precedenti.

Forse è poco per parlare di ripresa, ma di certo conforta il ritorno al segno più. Per trovare un altro segno positivo, infatti, bisogna risalire al secondo trimestre del 2011 (+0,2%).

Ma le buone notizie sul fronte del pil si fermano qui. Perché dopo il -2,5% del 2012, il calo della ricchezza prodotta nel 2013 è stato dell’1,9%, cioè superiore alle stime sia del governo (-1,7%), sia della stessa Istat (-1,8%).

A novembre, l’Unione Europea aveva stimato un calo del pil dell’1,8% su base annua in Italia per il 2013, ma aveva ricevuto le critiche del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale, le stime del governo sono basate su un modello econometrico accurato e non del tutto noto agli altri istituti. Sarà vero, ma la recessione è stata più dura delle attese ufficiali.

In termini assoluti, il pil è diminuito di 26,5 miliardi sul 2012 ed è sceso di ben 63 miliardi dalla fine del 2011. Il dato del quarto trimestre è il frutto di una variazione congiunturale positiva del valore aggiunto del settore agricolo e industriale e nulla di quello dei servizi. Le giornate lavorative sono state due in meno del terzo trimestre, ma uguali a quelle dell’ultimo trimestre del 2012.

Il confronto con l’Europa e gli USA

La recessione in Italia sarà finita, ma restiamo pur sempre una Cenerentola tra i paesi economicamente più importanti. Nel quarto trimestre, il pil è cresciuto dello 0,3% in Francia (+0,8% annuo), dello 0,4% in Germania (+1,3% annuo), dello 0,8% negli USA (+2,7% annuo) e dello 0,7% nel Regno Unito (+2,8% annuo).

Il dato di ottobre-dicembre 2013 per l’Italia è inferiore a quello previsto anche dalla Banca d’Italia, visto che nei giorni scorsi, il governatore Ignazio Visco, intervenendo al 20° Congresso Assiom – Forex, aveva parlato di crescita di “qualche” decimale di punto e di tre quarti di punto di pil per l’intero 2014.

Scende il debito a dicembre

Buone notizie sul fronte del debito pubblico, sceso a dicembre a 2.067,49 miliardi, cioè di 36,5 miliardi rispetto al mese di novembre. Su base annua si è registrata una crescita di 78,021 miliardi (+3,92%), visto che lo stock di debito era di 1.989,489 miliardi alla fine del 2012. Il record storico era stato toccato a novembre con 2.104,042 miliardi.

Secondo il Bollettino statistico della Banca d’Italia, le entrate fiscali sono cresciute nell’anno dello 0,26%. A dicembre, si sono attestate a 71,706 miliardi, in crescita dai 68,962 miliardi di un anno prima.

L’altra buona notizia riguarda l’allungamento della vita media del debito residuo a 6,9 anni dai 6,8 anni precedenti. Ma a novembre, sempre per Palazzo Koch, l’ammontare di debito detenuto dai non residenti (investitori stranieri) è lievemente diminuito a 729,4 miliardi (34,7% del totale) dai 731,4 miliardi di ottobre, di cui 690,8 miliardi rappresentati da titoli (693 miliardi a ottobre). 

 

 

 

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