Recessione: assunzioni in calo nelle piccole imprese ma aumentano lavoratori anziani

Negli ultimi 5 anni sono anche aumentati i lavoratori anziani per via dell’Effetto Fornero.

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Negli ultimi 5 anni sono anche aumentati i lavoratori anziani per via dell’Effetto Fornero.

La recessione sta colpendo le piccole e medie imprese soprattutto per ciò che concerne le assunzioni. Secondo i dati dell’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal centro studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, a gennaio del 2019 si è registrato un calo del 16,8% delle assunzioni su base annua. E non sarebbe tutto, sarebbero in crescita anche i lavoratori anziani ancora al lavoro per effetto della legge Fornero.

Assunzioni in calo nelle piccole imprese

I dati si basano su 20mila imprese analizzate con 140mila dipendenti. A gennaio 2019 l’occupazione sarebbe cresciuta dell’1,4% contro il +1,9% di gennaio 2018. In particolare sono le piccole imprese a soffrire maggiormente con  il calo delle assunzioni nelle microimprese e in quelle piccole. Ad avere la peggio è stato il contratto a tempo determinato che è calato del -25,9% anche se una diminuzione è stata segnalata per tutti i tipi di contratto. Il dato positivo è che l’andamento negativo dei contratti a tempo indeterminato sembra finito.

Aumentano i lavoratori anziani

Negli ultimi 5 anni sono anche aumentati i lavoratori anziani per via dell’Effetto Fornero. L’innalzamento dell’età pensionabile che ha di fatto ritardato l’uscita dal lavoro ha portato all’aumento dell’11% i lavoratori anziani tra 55 e 64 anni. Si parla di una crescita percentuale dal 42,7% al 53,7%. I dati sono stati elaborati da Adnkronos e contenuti nel report della Commissione europea. Secondo quanto scrive la Commissione: ”Negli ultimi due anni la crescita dell’occupazione è stata trainata da contratti a tempo determinato. Il calo del tasso di disoccupazione è lento, anche a causa dell’aumento della partecipazione al mercato del lavoro ma rimane elevato passando dal 12,1% del 2013 al 10,6% del 2018 nella fascia di età tra 15 e 74 anni.

La disoccupazione di lunga durata e quella giovanile, in particolare ”destano serie preoccupazioni” perché ”continua ad essere elevata ed è ancora molto al di sopra dei livelli pre-crisi”’. Secondo i dati in oggetto l’aumento dell’occupazione si è basata su contratti a tempo determinato aumentati dell’11,6% contro quelli a tempo indeterminato.

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