Tra Real Madrid e Juve ai quarti di Champions non c’è partita per le scommesse

L'impresa impossibile della Juventus contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo è rilevata dagli scommettitori sportivi. Intanto, i bianconeri fanno cassa con la Champions League.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'impresa impossibile della Juventus contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo è rilevata dagli scommettitori sportivi. Intanto, i bianconeri fanno cassa con la Champions League.

E’ un’apparente mission impossibile quella che Massimiliano Allegri tenterà di compiere stasera allo stadio Santiago Bérnabeu della capitale spagnola, incontrando il Real Madrid di Cristiano Ronaldo per la gara di ritorno dei quarti di Champions League, che vale l’accesso alle semifinali. All’andata, il risultato è stato nefasto per i bianconeri, che hanno subito ben 3 reti e non ne hanno segnato alcuna, incassando la peggiore sconfitta casalinga da quando è stato inaugurato lo stadio privato nel 2011. Per ribaltare il proprio destino e imitare il miracolo di ieri sera della Roma, il club della famiglia Agnelli dovrà vincere almeno con quattro reti di scarto. Con tre reti, riuscirebbe già a portare il Real ai supplementari. Gli scommettitori appaiono molto scettici sul sogno bianconero, anche se è probabile che, sulla scia di quanto accaduto ieri sera, i “bookmakers” siano tentati dal puntarvici sopra maggiormente qui al fischio d’inizio della partita.

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Per Bet365, una scommessa che veda vincere stasera la squadra di casa esiterà una vincita di appena 1,61, un pareggio è dato a 4,5 e una vittoria degli ospiti a 5,5. Attenzione, però, perché come vi abbiamo spiegato, una vittoria in sé non basterebbe alla Juve per accedere alle semifinali. Il risultato minimo utile per superare il turno sarebbe un 0-4, ma le probabilità attese che si realizzi sono bassissime, tanto che la vincita sarebbe pagata nel caso a 151 volte la puntata. Un pareggio di 0-3 entro i 90 minuti, invece, viene dato a 51:1.

Non cambia granché con la Sisal, che offre 1,62 volte la puntata a chi scommette sulla vittoria del Real, 4,4 a chi crede nel pareggio e 5 a chi spera nella Juve. Un successo di quest’ultima con 4 reti infilzate contro la squadra di casa viene dato 1 a 70, lo 0-3 si attesta a 1 a 44. E, infine, la Snai: 1,63 per la vittoria del Real, 4 il pareggio e 5 per la vittoria della Juve. Ma un passaggio dei bianconeri con 0-4 è ritenuto inverosimile, pagato eventualmente 100 volte la puntata. Un pareggio entro i 90 minuti con un risultato di 0-3 sarebbe remunerato a 75 volte.

Incassi copiosi in casa Juve grazie alla Champions

Intanto, il club di Allegri può già consolarsi con i maxi-introiti derivanti proprio dalla partecipazione alla Champions League, che ad oggi ammontano a quasi 95 milioni di euro, inclusi gli oltre 15 incassati con la vendita dei biglietti. Si pensi che la gara di andata contro i merengues ha sfiorato i 4 milioni di euro di biglietti venduti. Certo, nel caso di un accesso alle semifinali, i bianconeri si porterebbero a Torino altri 7,5 milioni dalla sola partecipazione alle prossime due gare, senza considerare gli altri 800.000 euro di market pool e sempre i biglietti allo stadio. Scartando questi ultimi e concentrandoci solo sui bonus di partecipazione e i diritti, la squadra potrebbe incassare ancora fino a un massimo di 25 milioni, nel caso di approdo in finale con alzata di coppa. Senza la vittoria, sarebbero, in ogni caso, altri 20,5 milioni al massimo.

UEFA contro FIFA a tutela della Champions League

E dalla stagione 1992/93, quando la Champions League prese il posto della Coppa delle Coppe, la Juve risulta avere incassato ben 605 milioni, non troppi in meno dei 700 del Real, al netto degli introiti di quest’anno, che fanno lievitare la cifra a circa 700 milioni. Si consideri che nella stagione passata, pur essendo arrivati secondi, i bianconeri hanno vinto la sfida degli incassi Champions, mettendosi in tasca 110,4 milioni, quando il Real, che pure il trofeo lo ha conquistato, si è dovuto accontentare di 81 milioni, risultando quarto nella classifica UEFA. L’apparente paradosso dipende dal fatto che la quota distribuita con il market pool dipende tra l’altro dall’andamento delle altre squadre della stessa federazione nei vari gironi, nonché dal valore dei diritti domestici. Insomma, stasera le probabilità che la Juve torni a casa con il sorriso appaiono obiettivamente basse, ma tra la scorsa stagione e questa in corso, le coppe europee hanno valso oltre 200 milioni per il club. Magari non sarà arrivato il risultato sportivo, ma l’ufficio ragioneria a Torino sfoggia un sorriso a 32 denti.

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Argomenti: Economia nel pallone