Re saudita abdicherà a giorni? Conseguenze economiche dirompenti

Mohammed bin Salman diverrebbe sovrano saudita a giorni. L'impatto sull'economia mondiale si farebbe sentire subito.

di , pubblicato il
Mohammed bin Salman diverrebbe sovrano saudita a giorni. L'impatto sull'economia mondiale si farebbe sentire subito.

Il Daily Mail ha riportato sabato scorso una notizia a dir poco sensazionale: Re Salman dell’Arabia Saudita abdicherà questa settimana in favore del figlio Mohammed bin Salman (MBS), già suo vicario e di fatto uomo più potente del regno a soli 32 anni.

L’attuale sovrano manterrebbe solamente il titolo di “Custode delle Moschee Sacre”. A riferirlo alla stampa britannica è stata una fonte vicina alla famiglia reale, anche se non esistono commenti ufficiali sul tema, se non la smentita da parte di altre fonti vicine al sovrano. Se la notizia fosse vera, saremmo a un passo da uno stravolgimento geopolitico nel Medio Oriente, le cui conseguenze sull’economia mondiale si farebbero sentire sin da subito.

MBS ha iniziato la caccia contro decine tra ministri, alti funzionari, principi e sceicchi con l’accusa di corruzione. Tra questi è finito agli arresti il magnate Alwaleed bin Talal, accreditato di un patrimonio tra i 18 e i 32 miliardi di dollari, nonché membro della stessa famiglia reale, essendo nipote di Re Ibn Saud, fondatore del regno. L’ondata di arresti punta certamente a reprimere ogni forma di dissenso e di minaccia all’ascesa al trono di MBS, ma avrebbe cause anche molto economiche. (Leggi anche: Arresti sauditi puntano a espropri per $800 miliardi?)

Il giovane principe punta a sganciare l’Arabia Saudita dall’eccessiva dipendenza del petrolio con la sua “Saudi Vision 2030”. Le riforme già parzialmente varate si pongono, in effetti, l’obiettivo di accrescere le entrate fiscali non petrolifere, che quest’anno stanno già registrando un boom dell’80%. E dall’anno prossimo sarà introdotta l’IVA del 5%, mentre vengono già tassati alcoolici e tabacchi. Per diversificare l’economia, MBS sta anche accelerando sulla concessione di maggiori diritti alle donne, come quello di guidare dal giugno dell’anno prossimo. In questo modo, spera di aumentare l’occupazione femminile dal 22% attuale, potenziando il settore privato non petrolifero.

Lo scenario bellico

La necessità di sganciarsi gradualmente dal petrolio si è palesata con il crollo delle quotazioni a partire dal 2014. In quell’anno, l’89% delle entrate fiscali era generato dal greggio, percentuale già scesa intorno ai due terzi.

MBS ha anche assecondato la strategia di sostenere la risalita delle quotazioni con un accordo interno all’OPEC e con la Russia per tagliare la produzione, anche con il fine di massimizzare il valore di Aramco, la compagnia petrolifera statale, che entro la fine dell’anno prossimo sarà quotata in 2-3 borse mondiali, Riad inclusa, per il 5%. (Leggi anche: IPO Aramco, Lotta in lotta con New York a suon di miliardi)

Quale impatto avrebbe sugli equilibri geopolitici ed economici l’ascesa al trono di MBS? Il giovane è acerrimo nemico dell’Iran e ha già avallato una “proxy war” nello Yemen, combattendo i ribelli Houthi, sostenuti da Teheran. Gli analisti temono che diventando sovrano forse a giorni, una guerra diretta tra i due storici nemici nel mondo mussulmano diverrebbe inevitabile. In più, Riad punterebbe a un’alleanza con Israele per eliminare i terroristi di Hezbollah dal Libano, promettendo a Tel Aviv “miliardi di finanziamenti diretti”. A tale proposito, si pensi a quanto stia accadendo da giorni sulla vicenda che riguarda l’ex premier libanese Hariri.

Ora, l’ascesa al trono di MBS avrebbe quale impatto immediato un aumento delle quotazioni di greggio e oro, in quanto il mercato sconterebbe con ogni probabilità un surriscaldamento delle già elevate tensioni geopolitiche nell’area. Si consideri che tra Iran e Arabia Saudita ballano oltre 13,5 milioni di barili al giorno di produzione e che dallo stretto yemenita di Bab el Mandeb transitano quotidianamente 3,8 milioni di barili. Un confronto bellico che impedisse le estrazioni anche solo in alcuni pozzi dei due paesi o che rendesse impraticabile il suddetto stretto provocherebbe uno shock dell’offerta, con relativa impennata delle quotazioni e con ripercussioni anche sull’oro. Infatti, un barile più caro implica in sé aspettative più elevate di inflazione tra le economie importatrici e aldilà di ciò, le stesse tensioni geopolitiche spingerebbero parte del mercato a rifugiarsi nei beni-rifugio, tra cui il metallo.

Lo scenario di medio termine

Nel medio termine, tuttavia, resta ambiguo l’impatto del nuovo possibile sovrano saudita sui mercati? Il principe è fautore proprio della linea riformatrice e studia il modo di guidare Riad verso un futuro senza petrolio o senza che esso sia vitale per l’economia nazionale. Per questo, intende mettere in campo investimenti per 100 miliardi a sostegno delle infrastrutture e ha presentato di recente il suo progetto “Neom”, dal nome della città futuristica da 500 miliardi, che vorrebbe creare al confine con Egitto e Giordania per attirare capitali stranieri, garantendole uno status autonomo.

In sostanza, Re MBS sarebbe interessato a sostenere le quotazioni del petrolio per qualche altro anno, il tempo di risanare il bilancio statale e di varare l’IPO di Aramco, la più grande di sempre. In un secondo momento, però, la diversificazione dell’economia saudita gli consentirebbe di gestire il settore petrolifero con margini di manovra ben maggiori, anche se la transizione all’era post-petrolifera non sarà facile, come dimostrano i dati di questi mesi: deficit in calo e potenzialmente in linea con il target inferiore ai 200 miliardi di rial per l’intero anno, ma pil in contrazione nel secondo trimestre, a causa della sfilza di tasse e dei tagli ai sussidi per la popolazione.

Con MBS ufficialmente a capo del regno, le purghe di queste settimane potrebbero cessare, anche se centinaia o migliaia di conti bancari e patrimoni sarebbero intaccati, in conseguenza del baratto in corso tra arrestati e funzionari del regno, basato sullo scambio tra libertà e 70% degli assets in loro possesso. Anche questa appare una misura estrema per fare cassa e far guadagnare allo stato tempo prezioso per gestire la transizione economica. (Leggi anche: Tassa patrimoniale del 70% o carcere, caccia agli sceicchi per fare cassa)

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , ,
>