RC Auto: premio auto stabile a 414 euro, crollano gli utili

Un segnale positivo per gli automobilisti, che pagano un premio inferiore del 25 per cento rispetto a quello pagato nel 2012.

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Un segnale positivo per gli automobilisti, che pagano un premio inferiore del 25 per cento rispetto a quello pagato nel 2012.

Gli automobilisti italiani hanno pagato in media nel 2018 un premio pari a 414 euro. Questi i numeri sulla RC Auto dichiarati dalla numero uno di Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) Maria Blanca Farina, durante l’assemblea annuale organizzata dall’associazione, a margine della quale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il mini rimpasto del governo, con la nomina di Lorenzo Fontana (vice segretario del partito Lega Nord, ex ministro alla Famiglia) al ministero degli Affari Ue.

Uno dei dati più significativi riguarda però l’utile, sceso di oltre il 30 per cento in un anno.

RC Auto, premio stabile per gli automobilisti italiani

Nessun rincaro nel settore RC Auto lo scorso anno, con il prezzo medio del premio per le autovetture rimasto fermo a 414 euro (rispetto ai 415 euro dell’anno precedente). Un segnale positivo per gli automobilisti, che pagano un premio inferiore del 25 per cento rispetto a quello pagato nel 2012 (non meno di dieci anni fa). Da notare anche come siano in calo le distanze territoriali, vale a dire le differenze di costo del premio auto pagato dagli automobilisti di ogni singola regione. Secondo le ultime statistiche citate dall’Ania, su questo punto viene indicata una flessione del 40 per cento.

Gli altri numeri della RC Auto in Italia

La differenza di prezzo della RC Auto tra l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea è diminuita, passando dagli oltre duecento euro dell’anno precedente a 72 euro. Le nazioni europee che sono state prese come punto di riferimento sono Germania, Spagna, Regno Unito e Francia. E se i ricavi sono aumentati complessivamente del 3,2 per cento rispetto al 2017, a fronte di entrate pari a 135 miliardi, a crollare sono stati gli utili, scesi a 4 miliardi di fronte ai 6 miliardi dello scorso anno. A incidere sul calo degli utili il settore vita, dopo – da quanto si apprende dal Sole 24 Ore – le “rettifiche di valore contabilizzate sui titoli”.

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