Razzismo, sempre più casi in Italia, colpiti immigranti e calciatori

Sempre più casi di Razzismo si manifestano in Italia: un dottore protesta contro manifesti razzisti, dopo un derby insulti ad un giocatore di calcio.

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Sempre più casi di Razzismo si manifestano in Italia: un dottore protesta contro manifesti razzisti, dopo un derby insulti ad un giocatore di calcio.

Manifesti razzisti contro gli immigranti, succede a Cuneo, contro l’apertura di un centro di accoglienza in parrocchia. Un medico cuneese in risposta ai manifesti razzisti apparsi nel paese, replica “Io non vi curo”.
Diventa un caso, tanti gli insulti e i complimenti su Facebook, ma anche tante minacce, c’è chi vuole denunciarlo per aver violato il giuramento di Ippocrate.

Razzismo: il caso immigranti

Solo l’ipotesi dell’apertura di un centro di accoglienza della Casa delle opere parrocchiali, per ospitare in estate circa 24 richiedenti asilo, è bastata a far comparire sui muri delle frazioni cuneesi di Roata Canale e Spinetta, manifesti razzisti anonimi con su scritto “Questo non è un consiglio. E’ una minaccia. Noi i negri non li vogliamo“.

Il medico locale Dottore Corrado Lauro, che opera in chirurgia generale dell’ospedale Santa Croce di Carle di Cuneo, protesta contro il razzismo dei cittadini e replica a sua volta con “Io non vi curo”. Da queste parole arrivano minacce, insulti ma anche complimenti da conoscenti, colleghi e amici. Il dottore posta un messaggio su Facebook pubblicato il 25 aprile, rivolto agli abitanti che hanno esposto il manifesto razzista:

“Comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario in elezione (ossia quando il paziente viene convocato in regime non di urgenza, ndr)  se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi ad altro più qualificato professionista. Comincia così la mia Resistenza”.

Il messaggio diventa virale ed è finito su tutti i giornali.

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Il dottore si difende, ma convocato in commissione

Viene interpellato il direttore generale dell’Aso Santa Croce e Carle di Cuneo Corrado Bedogni, dal sito locale TargatoCn, ed afferma che: “La direzione generale Aso rassicura tutti i cittadini che i professionisti dipendenti dell’azienda sono tenuti ad eseguire le prestazioni nel loro turno di lavoro.

L’Aso non accetta queste posizioni da parte dei suoi dipendenti”.

Il dottore si difende: “Il mio post su facebook non era rivolto a chi manifesta dissenso per l’arrivo dei migranti, bensì a chi ha concepito quel volantino e a chi manifesta idee razziste”

Viene chiamato in causa anche l’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Cuneo, il caso del dottor Lauro sarà affrontato collegialmente nella prima riunione del consiglio direttivo provinciale, convocato per il prossimo 18 maggio.

Razzismo: vittima un giocatore della Juventus

Vitta il calciatore marocchino della Juventus, Mehdi Benatia, è successo nel dopo derby fra Juventus e Torino su Raidue. Al termine della partita Mehdi Benatia si trovava in zona mista per rispondere alle domande, mentre era in procinto di rispondere si sente in cuffia “Zitto marocchino di m…”, ovviamente il calciatore si offende, nasce l’imbarazzo nello studio, parecchi hanno preso la parola per giustificare, ma non si può giustificare un evento del genere. E’ giusto che un comportamento simile sia punito, i personaggi esposti all’opinione pubblica dovrebbero mantenere un comportamento esemplare. Ma questo non è l’unico caso, di continuo i giocatori di altre nazionalità vengono sottoposti ad insulti razzisti.

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