Rand sudafricano appeso al voto segreto, si decide il futuro del presidente Zuma

Rand sudafricano al test del voto segreto oggi sulla mozione di sfiducia contro il presidente Jacob Zuma. Possibili perdite o guadagni rilevanti in pochi istanti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Rand sudafricano al test del voto segreto oggi sulla mozione di sfiducia contro il presidente Jacob Zuma. Possibili perdite o guadagni rilevanti in pochi istanti.

In Sudafrica è oggi il giorno del giudizio. Dopo mesi di frizioni tra Parlamento e capo dello stato, il primo voterà finalmente la mozione di sfiducia contro il presidente Jacob Zuma. Se passasse, il suo mandato finirebbe con un anno di anticipo. La novità di queste ore e annunciata ieri dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Baleka Mbete, è che il voto sarà a scrutinio segreto, un passo che per gli analisti aumenterebbe le probabilità di successo della mozione, visto che diversi deputati della maggioranza, garantiti dall’anonimato, potrebbero aggiungere i propri voti a quelli delle opposizioni, privando il presidente del consenso necessario per restare in sella. (Leggi anche: Capitali in fuga dal caos di Zuma)

La votazione è prevista per le ore 14.00 di questo pomeriggio, quando i mercati potrebbero reagire bruscamente all’uno o l’altro esito. Poiché Zuma ha superato nel corso dei suoi due mandati diversi voti di sfiducia, gli investitori si tengono maggiormente pronti per una bocciatura della mozione, nel quale caso il cambio tra rand sudafricano e dollaro potrebbe scivolare in area 13,55-13,60. Nel caso opposto, potrebbe rafforzarsi fin sotto 13, scendendo a 12,85-12,90. Sono queste le conclusioni di ING, che ai tassi di cambio attuali di 13,23 implicherebbero rispettivamente un indebolimento o un apprezzamento nell’ordine del 2,5%. Tali attese si spiegano con il fatto che Zuma sia percepito quale poco “market-friendly”, tanto da avere annunciato più volte, negli ultimi mesi, di volere espropriare le terre ai bianchi senza indennizzo, in modo da redistribuirle alla maggioranza nera.

Quante sono le probabilità che Zuma venga effettivamente defenestrato dai suoi stessi uomini? Piuttosto basse. Per l’African National Congress, mandare a casa con un anno di anticipo il proprio stesso leader, per quanto inviso ai più dello stesso partito, significherebbe segare il ramo su cui sta seduto. Un anno fa, alle elezioni amministrative locali, il forte arretramento dei consensi per la formazione che fu di Nelson Mandela segnalò il rischio per la prima volta dalla fine dell’apartheid di perdere la maggioranza parlamentare, specie considerando le divisioni tra ala sinistra ed esponenti più moderati.

Dunque, alle 14.00 di oggi appare molto più probabile che il rand sudafricano s’indebolisca contro il dollaro, piuttosto che si rafforzi. Poiché nulla è ancora detto, però, ci troviamo dinnanzi a un esito binario, con possibili sorprese anche col segno più. Quest’anno, il cambio sudafricano ha guadagnato il 3,7% contro il dollaro, ma si consideri che negli ultimi 5 anni ha perso il 37%. Anche i bond governativi si sono rafforzati, con rendimenti in calo sia sul tratto a breve che a medio-lunga scadenza. (Leggi anche: Rand sudafricano in caduta, presidenza a rischio)

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi paesi emergenti, economie emergenti, valute emergenti

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