Quelle surprise! I tecnocrati cercano di sventare il voto contro l’austerità in Italia

Da Naked Capitalism Yves Smith preannuncia i tentativi dell'élite di far rientrare l'Italia nei ranghi imponendo di nuovo un governo tecnico. Il downgrade di Fitch arriva proprio a tempo.

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Da Naked Capitalism Yves Smith preannuncia i tentativi dell'élite di far rientrare l'Italia nei ranghi imponendo di nuovo un governo tecnico.  Il downgrade di Fitch arriva proprio a tempo.

Mentre la scorsa settimana cercavamo di capire in che modo il ripudio dell’austerità alle elezioni italiane avrebbe mandato all’aria i piani della troika, nel contempo mettevamo anche in guardia sul fatto che, come accaduto in Grecia, avrebbero tentato di neutralizzarne i risultati. Questo tentativo è già in corso. L’ultimo articolo di Ambrose Evans-Pritchard, “In Italia monta la rabbia mentre la vecchia guardia trama per un nuovo governo tecnico” ci racconta: I funzionari italiani danno per favorito nell’incarico di premier il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nonostante il rischio che appaia come un complotto dell’élite. Non è affatto chiaro se i Democratici (Pd) che hanno la maggioranza nella camera lo sosterrebbero. Il progetto prevede una quasi replica della squadra di Mario Monti, anche se questa è stata molto indebolita dal terremoto elettorale di una settimana fa.Quasi il 57% dei voti sono andati a gruppi che hanno promesso di stracciare i programmi di austerità imposti dalla UE. Per ora, sembrano discorsi azzardati. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo non ha abbastanza voti per bloccare una coalizione. I Democratici dovrebbero sostenere i tecnocrati, ma, finora, non appaiono disposti a sconfessare gli elettori: Stefano Fassina, l’economista del Pd, ha detto che il suo partito si oppone con veemenza a “qualsiasi forma di governo tecnocratico, nuovo o vecchio che sia,” insistendo che il risultato elettorale deve essere rispettato. Fassina ha detto che il 90% del paese ha respinto l’agenda Monti ed ha avvertito che cercar di portare avanti gli stessi programmi una seconda volta sarebbe un grave errore.”   CRISI EURO – La notizia principale di oggi su Bloomberg è “Gli Euro Leaders chiedono austerità mentre l’Italia va verso nuove elezioni.“Si tratta di una versione riveduta e corretta della stessa trama di cui abbiamo parlato .Da  Bloomberg: I leader europei chiedono che i membri dell’euro portino avanti i tagli di bilancio per porre fine alla crisi del debito, mentre l’Italia va verso nuove elezioni dopo lo stallo risultante dal voto anti-austerità della scorsa settimana ….A Roma, il leader del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha detto che potrebbe essere necessario andare a nuove elezioni dopo l’approvazione di una nuova legge elettoraleOra in Europa, dopo le elezioni italiane, sembra esserci un’alternativa tra programmi di austerità e di risparmio o programmi di crescita, ma è una premessa completamente falsa”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Angela Merkel. Questo fine settimana le ha fatto eco il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn, dicendo al giuornale tedesco Der Spiegel che non c’è spazio per ammorbidire la disciplina di bilancio. Le elezioni italiane stanno semplicemente mettendo a nudo una dinamica  che Michael Hudson aveva descritto già nel 2011 : Il Libro V della Politica di Aristotele descrive l’eterno passaggio delle oligarchie che diventano aristocrazie ereditarie – che finiscono per essere rovesciate da tiranni o da delle rivalità interne, come alcune famiglie decidono di “prendere le parti della moltitudine” e inaugurare la democrazia, all’interno della quale ancora una volta emerge l’oligarchia, seguita da aristocrazia, democrazia, e così via nel corso della storia. La principale dinamica che guida tali svolte è il debito – sempre con nuovi colpi di scena e nuove trasformazioni.Si polarizza la ricchezza creando una classe di creditori, il cui governo oligarchico arriva al termine quando dei nuovi leader (i “tiranni” per Aristotele) si guadagnano il sostegno popolare cancellando i debiti e redistribuendo le proprietà o riservandone l’usufrutto allo stato. Dal Rinascimento, però, i banchieri hanno spostato il loro sostegno politico verso le democrazie.Questo non riflette convinzioni egualitarie o liberali, bensì il desiderio di migliori condizioni per i loro prestiti … Ma le recenti proteste dei debitori, dall’Islanda alla Grecia alla Spagna, suggeriscono che i creditori stanno togliendo il loro sostegno alle democrazie.Chiedono austerità fiscale e anche svendite e privatizzazioni. Questo sta trasformando la finanza internazionale in una nuova forma di guerra. Il suo obiettivo è lo stesso delle conquiste militari del passato: appropriarsi della terra e delle risorse minerali, delle infrastrutture comunali e della esazione dei tributi. In risposta, le democrazie rivendicano referendum sulle scelte di pagare i creditori con la vendita dei beni pubblici e sugli aumenti delle tasse che impongono disoccupazione, calo dei salari e depressione economica. L’alternativa è di ristrutturare i debiti o cancellarli, e riaffermare il controllo e la regolamentazione sul settore finanziario. Non ci vuole familiarità con Aristotele per riconoscere nei finanzieri i nuovi oligarchi. Simon Johnson ha fatto la stessa osservazione nel 2009, basandosi sulla sua esperienza al FMI, nel suo articolo The Quiet Coup . L’Italia potrebbe finire per essere l’ultima resistenza dei democratici. Speriamo che riesca a  prevalere.   Articolo originale:  Quelle Surprise! Technocrats in Italy Scheming to Steamroll Voter Rejection of Austerity      

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Argomenti: Crisi Euro