CRISI DELLA GRECIA, ALEXIS TSIPRAS, ORO

Quella miniera d’oro che la Grecia di Tsipras non vuole

Grecia senza oro? L'economia stenta a uscire dalla crisi, ma il governo Tsipras sembra fare di tutto per rinviare la ripresa. E scoppia la lite con la canadese Eldorado.

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di Giuseppe Timpone, publicato il
Grecia senza oro? L'economia stenta a uscire dalla crisi, ma il governo Tsipras sembra fare di tutto per rinviare la ripresa. E scoppia la lite con la canadese Eldorado.

Quanti paesi vorrebbero possedere una miniera d’oro? Eppure, la Grecia della grande crisi ne ha una, che non intende affatto sfruttare. E così, la canadese Eldorado ha minacciato lo stop agli investimenti tra meno di 10 giorni, se per il 21 settembre non avrà ottenuto i relativi permessi e la licenza, accusando il governo Tsipras di ritardi nella concessione delle autorizzazioni, nonostante il Consiglio di Stato dia ragione alla compagnia. Il ceo Gorge Burns ha espressamente dichiarato che l’esecutivo sarebbe ostaggio di una minoranza “rumorosa”, quella che da tempo protesta nel nord e nel nord-est della Grecia, contraria alle estrazioni di oro per l’impatto ambientale temuto e per le conseguenze attese negative per l’industria del turismo.

Burns ha ricordato che la compagnia da lui guidata da 6 mesi ha speso 2 miliardi di euro per rilevare le vecchie miniere nel 2012 e che da allora ne ha investito un altro. E un ulteriore miliardo verrebbe impiegato con la concessione delle autorizzazioni e 1.200 altri lavoratori verrebbero assunti, ma avvertendo che i ritardi aumentano i costi e che minacciano l’intero investimento sin qui effettuato. Il 90% dei 2.400 dipendenti rischia adesso di essere sospeso temporaneamente dal lavoro, non certo quello che ci vorrebbe per un’economia, che dal 2007 si è contratta del 25% e che solo da quest’anno dovrebbe iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel, crescendo presumibilmente tra il 2% e il 3%. La disoccupazione nel paese resta altissima, al di sopra del 21% e con un tasso intorno al 50% tra i giovani. (Leggi anche: In Grecia servono 10 lavoratori per un pensionato)

La difesa del governo Tsipras

Il ministro dell’Ambiente, Giorgos Stathakis, si difende dalle accuse, sostenendo che Eldorado non avrebbe ancora inviato un piano dettagliato per dimostrare come avverrebbero le estrazioni, aggiungendo che il governo starebbe facendo rispettare le leggi in materia nazionali ed europee. E ha attaccato duramente il manager, notando come questi abbia espresso critiche verso il governo, il premier e i singoli ministri. “Si commenta da sé”, ha chiosato. Gli fa eco il ministro dell’Interno, Panos Skourletis, il quale ci tiene a precisare come non sia corretto accostare il caso di Eldorado a quello degli altri investimenti in Grecia e nel resto d’Europa, trattandosi di un’attività estrattiva e, quindi, per sua natura peculiare.

E’ l’intero governo ellenico a fare quadrato contro la società, rivendicando che gli investimenti stranieri nel 2016 siano saliti ai massimi da 6 anni, segnando quota 2,8 miliardi. Soltanto nel fine settimana scorso, il premier Alexis Tsipras, incontrando il presidente francese Emmanuel Macron, aveva fatto appello agli investitori stranieri e con una battuta aveva allontanato lo spauracchio dell’uscita dall’euro, affermando che Atene sarebbe passata dal rischio “Grexit” al “Grinvest”, ovvero a un ambiente favorevole agli investimenti in Grecia. Eppure, Burns sostiene di avere spedito ben tre lettere proprio a Tsipras in sei mesi al comando della compagnia, non ricevendo alcuna risposta. La diatriba non è nuova, dato che già nel gennaio dello scorso anno Eldorado aveva sospeso le attività e mandato temporaneamente a casa 600 dipendenti, ripristinando la produzione alcuni mesi dopo. (Leggi anche: Grecia, crisi infinita: recessione non molla)

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Argomenti: Crisi della Grecia, Alexis Tsipras, Oro

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