Quanto sarà alto il debito pubblico a dicembre?

Debito pubblico italiano in ulteriore crescita ad agosto, toccando un ennesimo record storico. Ecco le previsioni per fine anno.

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Debito pubblico italiano a fine 2021

Anche ad agosto, il debito pubblico italiano ha continuato a salire. Lo hanno confermato venerdì scorso i dati della Banca d’Italia, che hanno calcolato lo stock a 2.734,4 miliardi di euro, in crescita di 8,5 miliardi. Il dato riflette da un lato l’avanzo delle amministrazione pubbliche per 10,7 miliardi, dall’altro l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro di 18,9 miliardi. Infine, gli scarti di emissione, l’indicizzazione dei titoli agganciati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno innalzato il dato complessivo di altri 0,4 miliardi.

Ed ecco che è stato toccato un ennesimo record storico per il debito pubblico. A questo punto, ci chiediamo a quanto ammonterà alla fine del 2021. Partiamo dalla previsione del governo Draghi, contenuta nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Essa parla di un rapporto debito/PIL atteso per il 2021 in calo al 153,5%. Grazie alla maggiore crescita dell’economia italiana e alla ripresa dell’inflazione, il PIL nominale salirebbe in area 1.775 miliardi. Pertanto, lo stock di debito pubblico si porterebbe a circa 2.725 miliardi.

La discesa del debito pubblico a fine 2021

Confrontando questa previsione con il dato di agosto, possiamo affermare che dovremmo registrare una discesa intorno a una decina di miliardi. In altre parole, da qui in avanti e fino a dicembre, il debito pubblico scenderebbe. Accade praticamente ogni anno. E nel 2020, tra agosto e dicembre lo stock è sceso esattamente di 10 miliardi, portandosi poco sotto 2.570 miliardi. Come mai? Per due ragioni: gli ultimi mesi dell’anno sono relativamente “ricchi” per lo stato, grazie alle scadenze fiscali di novembre e dicembre, in particolare.

Secondariamente, il Tesoro tende ad accumulare liquidità nella prima parte dell’anno, quando il costo del denaro sui mercati risulta minore.

Utilizza l’eccesso di scorte detenute nell’ultima fase dell’esercizio, quando emette meno debito pubblico di quanto ne arrivi a scadenza. E, infatti, negli ultimi quattro mesi del 2020 la liquidità è diminuita di oltre 58 miliardi a 42,5 miliardi.

Mettendo insieme tutti questi dati, otteniamo quanto segue: il debito pubblico italiano dovrebbe effettivamente chiudere il 2021 a circa 2.725 miliardi e con scorte di liquidità nettamente superiori a quelle di fine 2020, forse finanche doppie. Nello stock di agosto erano compresi i prestiti erogati dall’Unione Europea all’Italia con il Recovery Fund per 15,9 miliardi, ma non anche i sussidi. Questi ultimi, infatti, non sono da considerarsi debiti, in quanto non vanno restituiti. Aggiungendo anche i finanziamenti del SURE, lo schema europeo a sostegno dei disoccupati, arriviamo a 43,4 miliardi.

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