Quantitative easing, vediamo le possibili novità di domani della BCE

Al board della BCE di domani potrebbero essere annunciate alcune novità sul "quantitative easing". Vediamo quali.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Al board della BCE di domani potrebbero essere annunciate alcune novità sul

Si riunisce domani il board della BCE, chiamato dall’inizio dell’anno a incontri non più mensili, ma ad ogni 6 settimane per decidere sulla politica monetaria dell’Eurozona. Sarà anche l’occasione per fare il punto su due questioni di primaria importanza per l’unione monetaria: il “quantitative easing” e l’innalzamento o meno del tetto per i fondi ELA, in favore delle banche greche. Il QE è già entrato questa settimana nel suo secondo mese di vita. Dall’inizio dell’attuazione del piano di acquisto dei titoli di stato dell’Eurozona, esclusi quelli della Grecia, i rendimenti dei bond sono ulteriormente precipitati ai nuovi minimi storici, secondo un trend che coinvolge sia la periferia che i paesi “core”. Ieri, ad esempio, l’Italia ha emesso un BTp a 15 anni all’1,64%, mentre nemmeno i trentennali arrivano al 2%. A marzo, i prezzi nell’Eurozona sono cresciuti su base mensile, pur rimanendo in calo a livello tendenziale, mostrando una risalita dell’inflazione, che fa ben sperare per il raggiungimento del target della BCE, pari a quasi il 2%.

Obiettivo: inflazione Eurozona vicina al 2%

Il governatore Mario Draghi ha avvertito anche da Roma che i prezzi resteranno fermi o in calo nei prossimi mesi e che la BCE vorrà verificare che il target sia non solo raggiunto, ma anche mantenuto nel tempo, prima di sospendere il QE, la cui scadenza è stata fissata per il settembre del 2016.   APPROFONDISCI – Il QE di Draghi potrebbe finire prima del previsto e il rischio scarsità di bond esiste   Ieri, uno dei componenti del board, Yves Mersch, ha spiegato che Francoforte sarà realistica nell’eventuale modifica del piano, legando le sue decisioni ai dati, ma evitando decisioni affrettate in un senso o nell’altro. Una smentita apparente alle voci di un possibile “tapering” già nei prossimi mesi, dato il successo d’impatto del QE. La BCE ha come unico obiettivo la difesa della stabilità dei prezzi, per cui la previsione di oggi del vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, di un calo della disoccupazione nell’Eurozona visibile solo nel 2016 non avrebbe grossa influenza nelle decisioni dei banchieri centrali, ma certo non resterà fuori dalla porta della riunione di domani. Contrastanti, a tale proposito, le previsioni dell’FMI, che ha alzato le stime di crescita per l’Eurozona nel 2015 e 2016, rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2% in più delle stime di gennaio, all’1,5% e all’1,6%. Al contempo, però, l’inflazione sarà di appena lo 0,1% quest’anno e all’1% per l’anno prossimo.   APPROFONDISCI – L’inflazione in crescita a marzo, ma resta negativa: -0,1%, come nell’Eurozona   Anche per un fattore puramente di efficacia degli stimoli monetari adottati e di credibilità delle azioni intraprese, alla conferenza stampa di domani pomeriggio, Draghi non annuncerà alcun rallentamento del QE. Probabilmente non saranno comunicate nemmeno novità nell’attuazione del piano, ma su questo punto esiste più di un dubbio.

Le possibili novità sul QE

Per ampliare la platea dei titoli acquistabili, l’istituto potrebbe annunciare a sorpresa un nuovo taglio dei tassi overnight, finora al -0,2%. La BCE non può acquistare bond con rendimenti inferiori a questi, ma i Bund fino a 4 anni offrono già di meno, mentre sono negativi quelli fino a 8 anni. Difficile, però, che Francoforte tagli ancora i tassi per evitare problemi tecnici al QE, avendo annunciato a settembre che non sarebbero stati più limati verso il basso. E’ probabile, invece, che possa essere annunciata la rimozione del limite del 25% per gli acquisti di bond della medesima emissione. Ciò renderebbe possibile per l’istituto spostarsi sulle scadenze più lunghe dei paesi “core”, concentrando gli acquisti anche oltre la soglia finora fissata, in assenza di interventi possibili sul tratto a breve delle scadenze, a causa dei rendimenti inferiori al -0,2%.   APPROFONDISCI – Quantitative easing sempre più a rischio, rendimenti negativi anche sui Bund a 8 anni   Intanto, oggi abbiamo appreso che nel solo mese di gennaio, l’attesa per il varo del QE ha spinto gli investitori stranieri all’acquisto di ben 22 miliardi di euro di titoli di stato italiani, salendo a 695,02 miliardi dai 672,916 del mese precedente, il 38,1% del totale. Nello stesso mese, le banche italiane risultano avere accresciuto i BTp in portafoglio per altri 16 miliardi a 416 miliardi, mentre a febbraio ne hanno acquistati altri 7 miliardi. Dunque, le banche italiane e gli investitori stranieri in un solo mese hanno aumentato le esposizioni verso il nostro debito sovrano di 38 miliardi. Questo spiega l’elevata domanda sia alle aste del Tesoro che sul mercato secondario, nonché il calo sostenuto dei rendimenti fino a marzo.   APPROFONDISCI – Debito pubblico, grazie a Draghi risparmiati 8 miliardi in 3 mesi: deficit/pil verso il 2%?

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Argomenti: Bce