Quantitative easing, un effetto indesiderato: corsa ai titoli ‘spazzatura’

Un effetto collaterale del "quantitative easing" si ha sul mercato dei corporate bond, dove si registra una corsa ai titoli spazzatura dalle conseguenze potenzialmente tossiche.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Un effetto collaterale del

Gli stimoli monetari della BCE stanno avendo effetto sui mercati finanziari. Il primo risultato lo abbiamo notato sin da subito con  l’attuazione del “quantitative easing” a marzo, quando i rendimenti dei bond sovrani sono letteralmente precipitati e gli spread si sono ristretti. Il fenomeno ha riguardato anche i corporate bond, le obbligazioni emesse dalle società, che hanno registrato una riduzione del differenziale di rendimento tra i titoli con rating AA (alta qualità) e quelli “high yield”, detti anche “junk” o spazzatura, più formalmente “non investment grade”. Le distanze tra queste due categorie di bond si sono ridotte di un terzo con l’attuazione dei nuovi stimoli nell’Eurozona ad appena 60 punti base, il livello più basso dal gennaio del 2008. Sono i dati forniti da Bank of America Merrill Lynch.   APPROFONDISCI – USA: i bond energetici fanno paura, ecco perché la produzione di greggio sale   Nel dettaglio, lo spread tra i titoli “investment grade” e quelli “high yield” è sceso a una media di 285 bp (2,85%), mentre è di 483 bp quello dell’ultimo decennio. E anche la percezione del rischio è notevolmente diminuita, tanto che il costo dei titoli che assicurano dal rischio crac, i cosiddetti “cds” (“credit default swaps”) è per i primi solo 190 bp in meno dei secondi, giù dai 326 bp di soli 6 mesi fa. Nonostante il rischio di credito in crescita, il mercato sta prezzando sempre meno le differenze di rischio tra i due tipi di bond, nei fatti comprando quelli “investment grade” come se fossero “commodities”, senza grosso riguardo per i singoli emittenti e per i fondamentali di ciascuno e spostandosi progressivamente sugli “high yields”, man mano che i rendimenti dei primi diventano eccessivamente bassi. In effetti, quello che sta accadendo è che l’abbondante liquidità sui mercati ha accresciuto la domanda di bond pubblici e privati, abbassandone i rendimenti. Così come sul mercato dei titoli di stato, anche su quello corporate si è registrata, quindi, la tendenza degli  investitori ad assumersi sempre maggiori rischi, nel tentativo di ottenere un rendimento maggiore, acquistando anche titoli meno sicuri.   APPROFONDISCI – Non solo quantitative easing: ecco perché i rendimenti dei bond sono così bassi   Questo fenomeno, mettono in guardia gli analisti, si ritorcerà contro coloro che si sono assunti rischi eccessivi, perché quando i tassi torneranno a salire e inevitabilmente i prezzi delle obbligazioni scenderanno, i detentori dei titoli “spazzatura” avvertiranno le conseguenze nefaste dei loro investimenti, se non saranno riusciti a sbarazzarsene prima tra l’ubriacatura dei mercati. Peraltro, pur di sostenere la liquidità sui mercati, la BCE potrebbe essere costretta a ricorrere anche agli acquisti dei titoli privati, nel caso dovesse registrare problemi tecnici nella conduzione del QE per i bond governativi, i cui rendimenti per i paesi “core” sono sprofondati in molti casi anche al di sotto dello zero. Se ciò dovesse accadere, le distorsioni sul mercato corporate sarebbero ulteriormente amplificate, potenzialmente incentivando anche le società meno affidabili ad emettere più debito, dato l’abbassamento dei costi.   APPROFONDISCI – Bce pronta ad acquistare corporate bond      

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Argomenti: Economia Europa, rendimenti bond, stimoli monetari