Quantitative easing, la BCE annuncia maggiori acquisti di bond prima dell’estate

Il "quantitative easing" subirà un'accelerazione a maggio e giugno, in previsione di un mercato poco liquido in estate. Ma la carenza di bond è un problema tutt'altro che stagionale.

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Il consigliere esecutivo Benoit Coeuré ha appena dichiarato che la BCE procederà ad acquistare una quantità maggiore di bond governativi dell’Eurozona tra maggio e giugno con il “quantitative easing”, prima che arrivi l’estate, quando tra luglio e agosto si registra generalmente una scarsa liquidità del mercato. La scorsa settimana, Francoforte ha acquistato titoli di stato per un controvalore di 13,69 miliardi, in lieve crescita dai 13,65 miliardi della settimana scorsa, quando c’erano stati, però, solo 4 giorni disponibili per effettuare le operazioni, visto che l’1 maggio era una data festiva. Ad oggi, la BCE ha in portafoglio 122,40 miliardi di bond pubblici, circa 81 miliardi di “covered bond” e poco più di 6 miliardi di titoli Abs. La dichiarazione di Coeuré vale come precisazione preventiva riguardo al fatto che l’accelerazione degli acquisti nelle prossime settimane non avrà a che fare con la volatilità dei mercati.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE sta comprando anche covered bond a rendimenti negativi  

Il nodo dei Bund

L’istituto intende segnalare, quindi, che alla base della decisione vi siano fattori tecnici e non strategici.

Ma è veramente così? Che da luglio si potrebbe riscontrare un mercato poco liquido e, pertanto, che gli acquisti della BCE in piena estate potrebbero risentirne in calo è un dato abbastanza noto sin dall’esordio del QE il 9 marzo scorso. Gli scambi a luglio e agosto sono, infatti, ridotti per via del clima vacanziero. Ma la scarsa liquidità del mercato è dovuta anche a un altro problema e riguarda essenzialmente la Germania. Il governo tedesco ha non solo centrato l’obiettivo del pareggio di bilancio già nel 2014, ma ha anche ottenuto un surplus fiscale di oltre 6 miliardi di euro. Questo significa che non ha la necessità di aumentare il debito pubblico, bensì si limiterà ad emettere nuovi titoli di stato per il rifinanziamento di quelli in scadenza.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la scommessa di Gross contro i Bund e le alternative di Draghi  

Carenza bond non è stagionale

Ciò, però, implica che le emissioni nette tedesche saranno da qui alla fine del programma degli stimoli monetari – prevista per il settembre dell’anno prossimo – nulle o persino negative, riducendo la quantità di titoli acquistabili da parte della BCE, specie se si considera che gli investitori privati si starebbero mostrando poco propensi a vendere Bund. Se aggiungiamo, poi, che i rendimenti tedeschi sono arrivati a scendere in territorio negativo fino alla scadenza dei 9 anni e che fino a quella quadriennale erano andati sotto il -0,2%, limite invalicabile per Francoforte, si capisce bene come il problema della carenza di bond da acquistare sia tutt’altro che legato alla stagionalità. Nelle ultimissime settimane, tale problema sembra essere meno acuto, data la netta risalita dei rendimenti anche dei titoli tedeschi. I Bund a 10 anni rendevano al minimo storico dello 0,049% il 17 aprile scorso, mentre oggi viaggiano oltre lo 0,65%. Ciò ha allontanato per il momento i timori di uno scivolamento dei rendimenti fin sotto lo zero anche per le scadenze medio-lunghe e di una conseguente restrizione della platea dei titoli comprabili. Ma tra l’accelerazione degli acquisti e la prevista riduzione degli scambi estivi, il nodo dei rendimenti troppo bassi potrebbe tornare in auge.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, i dati paradossali della BCE provano la scarsità dei bond  

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