Quantitative easing, il tapering ci sarà o no? Preoccupa più la scarsità dei bond

Il "quantitative easing" della BCE sarà allentato prima o no? Mentre gli analisti dibattono sul punto, cresce la scarsità dei bond acquistabili sul mercato secondario dell'Eurozona.

di , pubblicato il
Il

Il “quantitative easing”, il piano di acquisto della BCE dei titoli di stato dell’Eurozona, degli Abs e dei “covered bond”, proseguirà intatto fino al settembre del 2016 o sarà allentato prima? E’ la domanda che si pongono da diverse settimane gli analisti e gli investitori di tutto il mondo, anche sulla base di quanto avvenne negli USA sin dalla fine del 2013, quando la Federal Reserve diede inizio al cosiddetto “tapering”, ossia alla riduzione graduale degli stimoli monetari, che furono ritirati al ritmo di 10 miliardi di dollari a ogni board.

Draghi: avanti fino all’obiettivo

Al contrario, la BCE ha smentito anche all’ultima conferenza stampa del governatore Mario Draghi che sia in programma un taglio o una sospensione degli stimoli prima del settembre 2016.  “Sarebbe come chiedersi dopo 1  km se la maratona stia per finire”, ha dichiarato il numero uno di Francoforte. E ben i 2 terzi degli analisti interpellati da Bloomberg ritengono, infatti, che il QE andrà avanti senza rallentamenti fino alla scadenza annunciata, mentre solamente un terzo ipotizza il “tapering”, che si verificherebbe tra il dicembre del 2016 e quello del 2017. Dunque, le previsioni oscillano tra quanti – in netta maggioranza – ritengono che il piano sarà portato avanti senza cedimenti fino alla fine e chi, invece, prevede sì che vi sarà un ritiro graduale e non improvviso degli stimoli, ma successivamente alla scadenza, quindi, che il QE avrà una portata più ampia dei 1.140 miliardi ad oggi annunciati.   APPROFONDISCI – Conferenza BCE, Draghi aggredito: il QE fino al settembre 2016, niente scarsità di bond   Sarebbe difficile immaginare che l’incipiente miglioramento dell’economia dell’Eurozona, compresi i dati sull’inflazione e la disoccupazione, inducano la maggioranza del board a iniziare già con un taglio degli acquisti dei bond, perché si comprometterebbe l’obiettivo di alzare il bilancio della BCE dagli attuali 2.300 agli oltre 3.000 miliardi di euro.

Rendimenti bond Eurozona troppo bassi il vero problema

Il vero problema di Draghi sarà di trovare fino alla fine programmata del piano i bond da acquistare, sia sul mercato dei titoli governativi che  di quelli privati.

Con i rendimenti dei Bund tedeschi prossimi allo zero anche per la scadenza decennali, negativi fino agli 8-9 anni e al di sotto della soglia minima accettabile per gli acquisti (-0,2%) fino ai 3-4 anni, restano sempre meno bond da comprare.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE sta comprando anche covered bond a rendimenti negativi   Stamane, i CTz emessi dal Tesoro italiano (scadenza biennale), hanno offerto un rendimento al nuovo minimo storico dello 0,079%. Di questo passo non possiamo escludere che anche i rendimenti dei titoli di stato a breve dell’Italia scenderanno in area negativa, mentre quelli”core” già lo sono da tempo. Non si tratta di un problema di poco conto, perché l’estrema efficacia con cui la BCE sta riuscendo a perseguire il suo obiettivo, in termini di riduzione dei costi di indebitamento e della frammentazione dei mercati finanziari dell’Eurozona, potrebbe paradossalmente mettere a rischio la prosecuzione del piano fino alla fine del terzo trimestre dell’anno prossimo. E così, cresce il fronte degli analisti che ipotizza che Draghi dovrà prima o poi prendere in considerazione anche di acquistare le obbligazioni emesse dalle società private, i corporate bond, in modo da continuare a iniettare sui mercati liquidità per 60 miliardi al mese, se venissero meno i bond governativi e quelli “covered” delle banche. Ma le difficoltà tecniche di approntare un piano di questo tipo sarebbero tali da dissuadere Francoforte dal lanciarsi in una tale iniziativa. Resta il nodo di come superare la scarsità attesa dei bond sul mercato secondario, che dovrebbe mostrare la sua intensità già in piena estate.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, vediamo un grosso rischio e paradosso a cui stare attenti    

Argomenti: ,