Quantitative easing, i dati paradossali della BCE provano la scarsità dei bond

Dai dati della BCE sul "quantitative easing" emerge qualche paradosso, spiegabile forse solo con la carenza dei bond acquistabili sul mercato secondario e riscontrata sin dall'inizio dall'istituto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dai dati della BCE sul

Ieri, la BCE ha diffuso i dati relativi agli acquisti dei bond governativi dell’Eurozona con il “quantitative easing” realizzati la settimana scorsa, saliti complessivamente alla fine di aprile a 95,1 miliardi di euro dai 47,4 di marzo. Il mese scorso, quindi, l’istituto ha acquistato un quantitativo quasi identico di titoli di stato, rispetto al mese precedente. A prima vista, si direbbe che il governatore Mario Draghi abbia avuto ragione, quando all’ultimo board di metà aprile ha smentito le voci sulla scarsità di bond da acquistare sul mercato. Tuttavia, se analizziamo i numeri aldilà delle somme totali, scopriamo una realtà molto più complessa. Per prima cosa, leggiamo un dato sorprendente: la durata residua media dei bond scende dagli 8,56 anni di fine marzo agli 8,25 di fine aprile. Poiché abbiamo visto come gli acquisti siano stati quasi del tutto identici nei primi 2 mesi di attuazione del QE, ciò significa che il mese scorso la BCE ha acquistato titoli con scadenza media inferiore agli 8 anni.

L’apparente paradosso

Che Draghi stia acquistando bond con scadenze più brevi potrebbe apparire persino contraddittorio con quanto finora spiegato. Infatti, il crollo dei rendimenti sovrani è stato tale, che per i titoli “core” di minore durata residua si è scesi sotto lo zero. I rendimenti dei Bund tedeschi, ad esempio, sono arrivati ad essere negativi fino ai 9 anni e al di sotto del -0,2% fino ai 4 anni, vale a dire della soglia minima accettabile dalla BCE e pari ai tassi overnight. Quindi, la domanda è semplice: perché mai Francoforte si è concentrata sulle scadenze più brevi, rischiando di far scivolare i rendimenti a livelli tali da rendere non più acquistabili i relativi titoli? Non sarebbe stato più logico che si concentrasse proprio sulle scadenze medio-lunghe?   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE sta comprando anche covered bond a rendimenti negativi  

Perché Draghi compra bond di durata inferiore?

La risposta potrebbe essere una delle due seguenti: o la BCE si è posta come policy l’acquisto di bond di durata inferiore, evitando che i rendimenti di quelli di durata maggiore scendessero eccessivamente, oppure avrà riscontrato seri problemi a spostarsi sulle scadenze più lunghe. Nel primo caso, sarebbe la riprova che anche la banca centrale teme che rendimenti troppo bassi sui titoli più lunghi potrebbero dare vita a una bolla finanziaria pericolosa, che si tramuterebbe in un crac, quando l’inflazione tornasse a salire insieme ai tassi, dato che gli investitori avrebbero come scelta o di accettare le perdite vendendo o di tenersi i titoli fino alla scadenza, ma di fatto privandosi a lungo della liquidità.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, vediamo un grosso rischio e paradosso a cui stare attenti   Nel secondo caso, invece, sarebbe dimostrato che la BCE non starebbe trovando sufficienti investitori che vendono. Magari questi ultimi vorrebbero attendere ancora un pò prima di farlo, sperando in un ulteriore aumento dei prezzi. Fatto sta che la scarsità dei bond sul mercato secondario parrebbe esserci e la situazione potrebbe aggravarsi nel caso della Germania in estate, quando le emissioni nette del governo inizieranno ad essere nulle o negative.   APPROFONDISCI  – Quantitative easing, la scommessa di Gross contro i Bund e le alternative di Draghi  

Bond carenti anche nella periferia

Il fenomeno della carenza non riguarderebbe i soli Bund, come dimostrano sempre i dati ufficiali di Francoforte. Se la durata media residua del debito pubblico tedesco acquistato in aprile è sceso lievemente a 8 anni, il vero tonfo lo hanno subito i Bonos spagnoli, passati dagli 11,66 anni di marzo ai 9,73 di aprile. Resta da rispondere a una domanda non meno importante: se la BCE sta acquistando titoli sempre più corti, quale effetto avrà ciò sui rendimenti tedeschi, i cui decennali sono passati in poche sedute dal minimo storico dello 0,05% allo 0,42% di oggi? E’ probabile che quando gli investitori inizieranno a capire che i titoli emessi da Berlino risultano insufficienti, rispetto alla domanda complessiva, torneranno agli acquisti, facendone salire i prezzi e ridurre i rendimenti. A quel punto, la scarsità dei bond da acquistare riguarderebbe le scadenze più brevi. Come la si giri, il QE della BCE sembra una coperta corta, che se tirata da un lato, scopre il letto dall’altro.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, il tapering ci sarà o no? Preoccupa più la scarsità dei bond  

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Argomenti: Bce