Quantitative easing, ecco perché il mercato è contento

Dalle informazioni rese note dalla BCE sul QE si sono ricavati dettagli considerati dal mercato positivamente.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dalle informazioni rese note dalla BCE sul QE si sono ricavati dettagli considerati dal mercato positivamente.

Ieri, la BCE ha pubblicato sul suo sito grossa parte dei dettagli richiesti dagli investitori sulle misure di “quantitative easing”, che erano rimasti ignoti sin dal 22 gennaio scorso, quando il governatore Mario Draghi aveva annunciato il varo dei nuovi stimoli monetari. La reazione delle borse è stata subito positiva e l’euro è sceso ai minimi dal 2003 contro il dollaro, appena sopra il cambio di 1,10,  man mano che la conferenza stampa a Nicosia proseguiva. Avevamo avvertito che senza una comunicazione dei dettagli sul QE, il mercato sarebbe rimasto contrariato, spaesato e avrebbe potuto temporaneamente tornare a giocare al rialzo sulla moneta unica e al ribasso sui bond governativi dell’Eurozona. E’ accaduto esattamente il contrario, segno della soddisfazione per i contenuti del piano di allentamento monetario. In mattinata, lo spread BTp-Bund è sceso a 93 punti base per la scadenza decennale, ai minimi da 5 anni, con i rendimenti a 10 anni dei nostri titoli all’1,26%, nuovo minimo storico.   APPROFONDISCI – BCE: il mercato dei bond festeggia l’inizio del quantitative easing  

Dettagli sul QE

Per prima cosa, la BCE ha spiegato che nel procedere agli acquisti non si vincolerà a modalità rigide, com’è accaduto per la Federal Reserve e la Bank of England, ma applicherà linee di condotta “flessibili”, ovvero potrebbe anche non rispettare mese per mese le percentuali di acquisto dei bond governativi fissati per ciascun paese. E i mercati apprezzano la flessibilità, perché garantirebbe una maggiore capacità di intervento – pur limitata – della BCE per i casi in cui occorresse. Al contempo, però, ciò renderà più “oscure” le azioni di Francoforte, meno prevedibili. L’istituto potrà acquistare titoli di durata compresa tra i 2 e i 30 anni e 364 giorni, purché mostrino rendimenti non inferiori ai tassi sui depositi delle banche applicati dalla BCE (-0,2%). Dunque, non c’è un divieto di comprare bond con rendimenti negativi, purché questi non siano più bassi del -0,2%. Ora, poiché rendono negativamente nell’Eurozona bond (ma incluse le scadenze fino a 2 anni, non facenti parte del QE) per un controvalore di oltre 1.800 miliardi di euro, di cui intorno ai 710 miliardi sono titoli tedeschi, ciò implica per Francoforte la necessità di concentrarsi sulle scadenze più lunghe, evitando quelle a ridosso dei 2 anni. Da ciò ne consegue che i rendimenti dei bond a medio-lunga scadenza potrebbero diminuire ulteriormente per l’accresciuta domanda, consentendo ai governi europei di allungare ancora di più la durata residua media del loro debito pubblico (6,3 anni in Italia, 6,4 in Germania). Si tratterebbe di una buona notizia per le finanze pubbliche, meno soggette nei prossimi anni alle variazioni dei tassi di mercato.   APPROFONDISCI – Quantitative easing al via, ma chi venderà i BTp alla BCE?  

Tassi negativi più bassi?

Altro aspetto non meno importante è che proprio per allargare il campo degli acquisti, oltre che per accelerare l’aumento dei prezzi nell’Eurozona, la BCE potrebbe tagliare ulteriormente i tassi sui depositi overnight, attesi adesso a -0,3%. Questa misura farebbe affluire nuova liquidità sui mercati, che le banche impiegherebbero per acquistare titoli a breve scadenza, nei fatti consentendo all’intera curva dei rendimenti di abbassarsi ulteriormente. Infine, i 45-50 miliardi di acquisti mensili attesi di bond governativi con il QE (misura stimata, in quanto non dichiarata) saranno calcolati sul valore nominale dei titoli di stato e non ai loro prezzi di mercato. Poiché in media essi quotano attualmente il 25% in più del loro valore nominale di rimborso alla scadenza, ciò implica che la BCE li acquisterà a un ritmo mensile pari a 56,25-62,50 miliardi di euro, cioè superiore di un quarto a quanto finora ipotizzato e atteso. Questo criterio consentirà un trattamento neutrale degli acquisti con riferimento ai bond dei diversi paesi, in quanto la periferia, i cui titoli quotano a un premio minore dei bond “core”, non sarà così penalizzata. In sostanza, il QE sarà più potente dei 60 miliardi dichiarati e non privilegerà i Bund tedeschi, rispetto ai bond di rating inferiore.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco i dettagli forniti dalla BCE    

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Argomenti: Bce