Quantitative easing, Draghi comprerà meno bond? Vediamo le prossime mosse della BCE

Il "quantitative easing" della BCE potrebbe subire qualche modifica in fase attuativa, dato il crollo forse fin troppo veloce dei rendimenti dei bond. Possibili un nuovo taglio dei tassi overnight e un ridimensionamento del piano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
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I BTp si stanno prendendo una pausa dopo lunghe sedute di corsa, durante le quali sono arrivati a rendere appena l’1% ieri per la scadenza a 10 anni. Oggi, il decennale tratta in zona 1,15% e lo spread con i  Bund tedeschi per la medesima scadenza è di 88 punti base. Ieri, aveva sfiorato un minimo di 84-85 bp, grazie al “quantitative easing”, il piano di acquisti dei bond governativi dell’Eurozona da parte della BCE di Mario Draghi, entrato in funzione solamente lunedì e che ha già provocato un vistosissimo calo dei rendimenti di tutti i titoli oggetto degli acquisti e per tutte le scadenze, oltre che lo scivolamento dell’euro fin sotto il cambio di 1,05 con il dollaro, per attestarsi al momento a 1,06105 Ma più i rendimenti scendono, prima viene raggiunto l’obiettivo che Draghi si era prefisso con il varo del QE a gennaio, ovvero una convergenza tra i prezzi dei titoli e un generale abbassamento dei rendimenti, in modo da stimolare il credito attraverso un calo dei tassi e l’aumento della liquidità sui mercati finanziari. Obiettivo non dichiarato è pure, se non principalmente, l’indebolimento del cambio, che aiuterebbe le esportazioni dell’Eurozona.

I problemi tecnici

Se l’obiettivo viene raggiunto in anticipo sui tempi, già nelle prossime sedute, la BCE potrebbe ridurre gli acquisti seduta per seduta, che mediamente hanno ammontato a 3,27 miliardi al giorno nelle prime tre giornate di attuazione del piano. Un rallentamento potrebbe rendersi necessario, soprattutto, per l’efficacia stessa del QE.   APPROFONDISCI – Il quantitative easing fa bene ai Treasuries, dubbi sugli acquisti della Bundesbank   Se i rendimenti dovessero precipitosamente scendere per le scadenze medio-brevi, la BCE rischierebbe di non potere più acquistare un quantitativo crescente di bond, visto che ha fissato al -0,2% – il livello dei tassi sui depositi overnight – il livello minimo accettabile dei rendimenti dei titoli. E la Germania ha già rendimenti inferiori al -0,2% per i suoi Bund fino a 3-4 anni e sotto lo zero fino alla scadenza dei 7 anni. Proprio dalla Germania potrebbero arrivare i primi problemi “tecnici”: stando alle quote assegnate a ciascun paese, Draghi potrà acquistare titoli tedeschi per 200 miliardi di euro entro il settembre 2016, ma Nordea Bank stima che, tenendo conto del limite per cui la BCE non potrà acquistare oltre il 25% dei bond della stessa emissione, gli acquisti massimi di Bund ammonteranno a 135 miliardi, che al valore di mercato varranno intorno ai 175 miliardi.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE intoppa nei rendimenti negativi e nei limiti del piano  

Il QE sarà rivisto?

Ora, il fatto è che se i titoli di un paese non potranno essere acquistati nell’esatto ammontare previsto, ciò metterà in discussione il principio di neutralità del piano, ovvero il rispetto delle percentuali assegnate a ciascun paese emittente. Per evitare questo, gli acquisti potrebbero essere ridotti anche per i titoli degli altri paesi, cioè le dimensioni del QE potrebbero essere riviste al ribasso. Per guadagnare un pò di tempo, però, la BCE potrebbe tagliare ancora i tassi sugli overnight al prossimo board di metà aprile, perché così amplierebbe automaticamente la gamma dei bond acquistabili, potendosi concentrare un pò di più sulle scadenze più brevi dei paesi “core”, evitando di intaccare la portata del “bazooka” monetario. Ma si tratterebbe di prendere tempo, forse anche poco. Stando così le cose, i piani di Draghi potrebbero riscontrare più di un problema in fase di attuazione.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, rendimenti dei bond ai nuovi minimi. La BCE dovrà tagliare ancora i tassi?    

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Argomenti: Bce