Quantitative easing, rendimenti dei bond ai nuovi minimi. La BCE dovrà tagliare ancora i tassi?

Lunedì, la BCE e le banche centrali nazionali hanno acquistato 3,2 miliardi di titoli di stato. Continuano a scendere i rendimenti dei bond dell'Eurozona, tanto che si potrebbe rendere necessari o un nuovo taglio dei tassi overnight.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lunedì, la BCE e le banche centrali nazionali hanno acquistato 3,2 miliardi di titoli di stato. Continuano a scendere i rendimenti dei bond dell'Eurozona, tanto che si potrebbe rendere necessari o un nuovo taglio dei tassi overnight.

La BCE e le banche centrali nazionali hanno acquistato bond governativi per 3,2 miliardi di euro, lunedì scorso, il giorno del debutto del “quantitative easing” sui mercati. Si tratta del primo dato fornito ufficialmente da Francoforte dal membro esecutivo Benoit Coeuré, uno degli architetti del QE voluto fortemente dal governatore Mario Draghi. Se il ritmo degli acquisti di mantenesse costante, considerando che le sedute disponibili per il mese di marzo sono 17, ciò implicherebbe che la BCE e le banche centrali nazionali arriverebbero ad acquistare entro il 31 intorno ai 55 miliardi di euro di bond governativi su un ammontare complessivo di 60 miliardi stanziato per l’intero QE, che comprende anche i titoli Abs e i “covered bonds”. Ma non è possibile fare proiezioni di questo genere, perché la BCE ha precisato che gli acquisti saranno flessibili, ovvero non saranno distribuiti equamente e secondo un ammontare precisato seduta per seduta, né la ripartizione tra i bond nazionali sarà seguita con esattezza mese per mese. Coeuré ha anche rassicurato sul fatto che ci sarebbero sul mercato bond sufficienti da acquistare, allontanando lo spettro di una carenza. Non la pensa esattamente così Société Générale, che nota come bond per 1.17o miliardi di euro nell’Eurozona, ovvero un quarto del totale acquistabile, mostrino già rendimenti negativi e rischiano di restringere fortemente il campo di azione della BCE.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE intoppa nei rendimenti negativi e nei limiti del piano  

Nuovo taglio tassi negativi?

Francoforte potrà acquistare solo i titoli di durata residua compresa tra i 2 e i 30 anni, purché i loro rendimenti siano non inferiori ai tassi applicati dall’istituto sui depositi overnight delle banche, pari al -0,2%. Ma SocGén fa notare che sarebbe come se “la BCE fosse un gatto che si morde la coda”, in quanto il QE sta facendo abbassare costantemente i rendimenti dei bond, tanto che i titoli tedeschi a 3 anni, acquistabili fino all’altro ieri, dalla scorsa seduta non lo sono più, essendo i loro rendimenti scesi a -0,23%, sotto la soglia minima fissata. E i titoli a 4 anni rendono a ridosso del -0,2%, così come anche i Bund a 7 anni sono scesi a un rendimento sotto lo zero. Di questo passo, la BCE potrebbe riscontrare crescente difficoltà a raggiungere gli obiettivi quantitativi prefissati, dovendosi spostare sempre più verso le scadenze più lunghe, che mostrino ancora rendimenti sopra il minimo accettabile. Il problema è che il mercato è molto meno liquido, man mano che la durata residua dei bond si allunga e gli investitori potrebbero essere tentati, come già sta accadendo, a tenere con sé i bond, in attesa che l’eccesso di domanda porti a un ulteriore rialzo dei prezzi.   APPROFONDISCI – Quantitative easing al via, ma chi venderà i BTp alla BCE?   Se ciò dovesse accadere, la BCE sarebbe costretta a tagliare i tassi overnight, portandoli al -0,3%, in modo da ampliare la gamma dei titoli acquistabili. Si tenga presente, però, che la Svizzera e la Danimarca hanno già portato i loro tassi sui depositi al -0,75%, per cui non è detto che Francoforte non segua l’esempio, intervenendo in maniera più radicale. Anche perché, un piccolo taglio dei tassi potrebbe sortire l’effetto opposto (“il gatto che si morde la coda”) di immettere sui mercati finanziari ancora più liquidità, abbassando ulteriormente i rendimenti dei bond, trascinando ancora una volta sotto la soglia minima accettabile quelli per le scadenze più brevi. Intanto, intervenendo a un convegno monetario a Francoforte, Draghi si è mostrato compiaciuto della risposta del mercato al QE, perché dimostrerebbe, ha spiegato, che esso funziona. Il governatore ha rassicurato sul raggiungimento dell’obiettivo di un’inflazione al 2%, anche se questa resterà bassa o negativa anche nei prossimi mesi. e ha rivendicato la sua politica monetaria, che contribuirebbe al rilancio della crescita dell’Eurozona. Infine, ha sottolineato come il QE sia una misura non convenzionale, ma che la stessa Bundesbank utilizzò negli anni Settanta.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco perché il mercato è contento      

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Argomenti: Bce