Quali e quante sono le correnti nel Pdl? La nuova Forza Italia è già a un bivio

Quante sono le correnti interne al Pdl e da chi sono formate? C'è troppa confusione, oggi, in un Centrodestra monopolizzato dall'affaire Berlusconi e dalle dichiarazioni della Santanchè. Quel che è certo è che la nuova Forza Italia è già a un bivio: chi ne prenderà parte?

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Quante sono le correnti interne al Pdl e da chi sono formate? C'è troppa confusione, oggi, in un Centrodestra monopolizzato dall'affaire Berlusconi e dalle dichiarazioni della Santanchè. Quel che è certo è che la nuova Forza Italia è già a un bivio: chi ne prenderà parte?

Quali e quanti sono le correnti all’interno del Pdl? Falchi, colombe, pitonesse, rane e scorpioni. Il Pdl si è trasformato in uno zoo? Niente di tutto questo: è la classica, tipica categorizzazione mediatica per metaforizzare dissidenze interne a una forza politica. Falchi e colombe, in primis: come quelli del Pdl, tra chi vuole assumere posizioni rigide e aggressive e chi preferisce una linea più morbida e pacifista. Nei confronti dell’attuale governo Letta, certo, ma chi ci dice che i conflitti interni non avranno ripercussioni anche all’interno del partito? Quello che verrà fuori sarà un Centrodestra irrimediabilmente mutato? La nuova Forza Italia è già a un bivio? Quel che è certo è che il Pdl comincia ad avere il raffreddore, a causa di spifferi e correnti: Daniela Santanchè, “la pitonessa”, è quella che soffia più di tutti. Agli altri restano solo le parole, per stemperare tensioni ed evitare sfaceli.   LEGGI ANCHE Decadenza Berlusconi: il Cavaliere vuole mantenere una poltrona che non usa Decadenza Berlusconi, governo Letta e partiti: ecco cosa ne pensano gli italiani oggi  

Pdl diviso: una volta c’erano solo falchi e colombe

Tutto cominciò a fine agosto, quando la Santanché disse fieramente ai giornalisti che il governo Letta sarebbe caduto presto. Da sempre allergica all’attuale alleanza, la Santanché non ha fatto molto per rasserenare gli animi negli ultimi tempi. Prima ha affermato a Repubblica che il governo Letta cadrà e che “le colombe hanno ceduto, non ci sono alternative alla crisi perché gli altri hanno deciso di negare l’agibilità politica a un leader votato da milioni di italiani”, per poi fare i nomi: Alfano ha capito l’aria che tirava e si è subito allineato”, cosa che non hanno fatto le colombe, ovvero “Cicchitto, Schifani, Quagliariello e Lupi, alla continua e vana ricerca di una mediazione.

 

La nuova Forza Italia senza Alfano?

Ieri la Santanchè ha delineato il futuro della nuova Forza Italia, “un partito presidenziale con a capo Berlusconi e senza segretario”, silurando di fatto Angelino Alfano: un diktat imposto da Berlusconi per far lavorare il vicepremier nell’attuale governo? Oppure sotto il tappeto si nasconde qualche grosso batuffolo di polvere?  

Daniela Santanchè: da pitonessa a scorpione

Il Pdl si è dimostrato compatto nello scagliarsi contro la Santanché, tentando di mettere a tacere le dichiarazioni di ieri: in prima fila una fedelissima di Alfano, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che alla Stampa ha definito “inopportune per tempi e modi” le dichiarazioni della pitonessa, “in una fase in cui siamo tutti uniti, vicini a Berlusconi”. La Lorenzin ha attaccato la Santanché accusandola di voler “spaccare il partito” e paragonandola allo “scorpione sulla rana, dove Forza Italia è la rana che ci porta tutti fuori dal fiume”, ma l’istinto della Santanché è quello dello scorpione, che “la porta a uccidere Forza Italia”, proprio come nella favola lo scorpione fa con la rana. Anche Renato Brunetta è stato chiaro: “Questo vociare da comari deve finire”, ha intimato, tentando di far cadere il silenzio sui venti di crisi che soffiano sul Pdl. Fabrizio Cicchitto ha, infatti, lasciato intendere che ci sia qualcosa di più che una semplice divisione tra falchi e colombe all’interno del Pdl: “Bisogna capire se [Forza Italia] sarà un grande partito che combina insieme il ruolo carismatico di Berlusconi e l’aggregazione di buona parte dei moderati del Centrodestra, oppure se sarà una forza estremista e marginale”. Insomma, per Cicchitto nella nuova Forza Italia dovrà esserci spazio per chiunque, altrimenti rischia di diventare una minoranza da contrastare. Daniele Capezzone e Sandro Bondi hanno invece difeso la Santanché, considerando le accuse che le sono state rivolte decisamente eccessive e ingiustificate. Altro segnale che all’interno del Pdl qualcosa si sta definitivamente rompendo.   Quali e quante sono le correnti nel Pdl? E’ ancora giusto parlare di falchi (Santanché, Alfano, Brunetta, Bondi, Capezzone, Verdini, Biancofiore) e colombe (Gasparri, Cicchitto, Letta, Gelmini, Prestigiacomo)? O forse è meglio sciogliere un groviglio di nodi estremamente più complesso che affonda le sue radici in Forza Italia 2.0 e si districa tra le varie correnti (di pensiero) all’interno del Centrodestra? Da che parte stanno i “sudisti” del Pdl? E chi deciderà di seguire Berlusconi fino alla fine quando sarà il momento di decidere se continuare a sostenere il governo Letta anche dopo un’eventuale decadenza del Cavaliere? La confusione è tanta, forse troppa: difficile prevedere un rapido abbandono di Gianni Letta a favore dell’attuale governo, anche se le sue posizioni rivolte verso il dialogo e contro l’instabilità politica sono note. Quel che è certo è che il Pdl è al suo esame di maturità definitivo, il secondo dopo quello fallimentare pre-elezioni. Riuscirà il Centrodestra ad andare avanti anche senza l’ingombrante figura (in positivo e in negativo) di Silvio Berlusconi? Ma soprattutto, saranno pronti gli elettori di centrodestra a un’eventualità del genere?   TI POTREBBE INTERESSARE Renzi annuncia “Se andiamo al voto asfalteremo il Pdl”   E voi che ne pensate? Il Centrodestra è ancora nelle mani del Cavaliere o imparerà a camminare da solo?

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