Putin esce dall’isolamento: Brexit, Turchia e Trump le carte vincenti

Vladimir Putin è uscito dall'isolamento internazionale. Le sue carte si chiamano Brexit, Turchia e Trump per ora.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Vladimir Putin è uscito dall'isolamento internazionale. Le sue carte si chiamano Brexit, Turchia e Trump per ora.

Vladimir Putin è uscito dall’isolamento internazionale, in cui si era cacciato negli ultimi anni, specie dopo l’annessione della Crimea quasi due anni e mezzo fa. Tra sanzioni USA e UE contro la Russia, tracollo delle quotazioni del petrolio e tensioni con la Turchia sulla lotta all’ISIS, culminate nell’autunno scorso con l’abbattimento di un jet russo ad opera di militari di Ankara, sembrava che il Cremlino fosse destinato a restare tagliato fuori dalle relazioni internazionali che contano. Invece, in poche settimane è arrivata la svolta.

La Brexit sta minando all’unità della UE, che per Putin rappresenta il più grosso ostacolo all’influenza russa oltre i suoi confini. Non dimentichiamoci che a capo della campagna referendaria per uscire dalla UE vi erano personaggi come Nigel Farage e Boris Johnson, tutt’altro che amici del presidente americano Barack Obama e considerati benevoli proprio con Putin.

Fallito golpe Turchia avvicina Erdogan a Mosca

Il fallito golpe in Turchia, che sia stato vero o fasullo, ha ripristinato saldamente i rapporti politici e finanziari tra Mosca e Ankara. I servizi segreti russi avrebbero aiutato il presidente Erdogan a scampare a un blitz contro di lui, ordito da forze militari ribelli, ma il vero dato saliente consiste nel fatto che le relazioni tra governo turco da un lato e UE e USA dall’altro sono ridotte al lumicino con le tensioni post-golpe e di ciò sta beneficiando proprio il Cremlino, che sta attirando Erdogan all’interno della sua orbita in funzione anti-occidentale.

E a differenza che in passato, per la prima volta nella storia americana da un secolo a questa parte, gli USA si mostrano sostanzialmente divisi sui rapporti con Mosca. Mentre la candidata democratica Hillary Clinton dovrebbe proseguire sulla stessa linea di politica estera dell’amministrazione Obama, confermando la durezza nelle relazioni con i russi, il candidato repubblicano Donald Trump mostra simpatia per il presidente Putin, tanto che l’altro ieri è arrivato a chiedergli pubblicamente di pubblicare le 33.000 email “rubate” dal PC della rivale da hacker e oggi verosimilmente in possesso di Mosca, sostanzialmente assegnando al Cremlino un ruolo-chiave nella campagna presidenziale USA.

 

 

 

Crisi UE ed elezioni USA

La crisi politica europea non può che aiutare Putin, dato che essa indebolisce la posizione di Bruxelles nei confronti di Mosca. Da qui all’anno prossimo, si recheranno ai seggi austriaci, italiani (per il referendum), francesi, olandesi e tedeschi. In ciascuno di questi paesi è atteso un risultato tendenzialmente euro-scettico, che rende ancora più fragili le istituzioni comunitarie, le stesse che rinnovano automaticamente le sanzioni contro la Russia per il mancato rispetto da parte di questa degli accordi di Minsk.

Putin farebbe bingo con la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali USA, ma anche un’avanzata di grillini, lepenisti e dell’ultra-destra in Olanda, Austria e Germania sarebbero una benedizione per il presidente russo. Per il momento, può ritenersi soddisfatto per la ritrovata amicizia con i turchi, membro della NATO, ormai più avversario che amico dell’Alleanza Atlantica.

 

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Argomenti: Crisi turca, Elezioni americane 2016, Esteri, ISIL-ISIS - Stato Islamico, Politica