Putin bombarda l’ISIS in Siria per un nuovo ordine mondiale?

Gli attacchi aerei contro l'ISIS della Russia potrebbero avere come vera motivazione altro. Vediamo cosa.

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Gli attacchi aerei contro l'ISIS della Russia potrebbero avere come vera motivazione altro. Vediamo cosa.

Sono iniziati ieri, dopo l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Baracak Obama presso la sede ONU di New York, i bombardamenti della Russia contro l’ISIS in Siria. I due avevano convenuto sull’opportunità di fermare l’avanzata dei taglia-gole del califfato, ma allo stesso tempo non avevano raggiunto un accordo sulle modalità per combatterlo e sull’alleanza con le forze del regime di Bashir al-Assad, che il Cremlino ritiene essere un baluardo per la stabilità nell’area.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/lincontro-tra-obama-e-putin-sullintervento-in-siria-divide-lamerica/  

USA temono il bluff

Gli americani non hanno mostrato opposizione ai raid aerei russi, ma allo stesso tempo il segretario di Stato USA, John Kerry, ha esternato seri dubbi sulla reale volontà di Putin, sostenendo che gli attacchi solleverebbero grossi problemi, se non fossero indirizzati a colpire le postazioni in cui opera l’ISIS. In effetti, la strategia del Cremlino potrebbe essere più ampia di quella dichiarata, mirando a colpire non solamente i ribelli islamisti anti-Assad, bensì pure quelli moderati, che lottano anch’essi contro il regime di Damasco. Uno degli obiettivi reali dell’intervento militare russo è senza dubbio la difesa del regime di Assad, amico di Mosca e nemico di Washington. Mantenendo in sella il presidente in carica, Putin centrerebbe 2 obiettivi: continuare ad avere dalla sua la Siria e impedire che al posto di Assad arrivi al potere un esponente filo-americano e ostile, quindi, all’influenza russa nel paese.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/donald-trump-appoggia-putin-contro-lisis-lamerica-sbaglia-a-rimpiazzare-assad/  

Putin vuole un nuovo ordine mondiale

Ma il motivo più pregnante dei raid autorizzati ieri dalla Duma è un altro: difendere l’area di influenza di Mosca nei territori al confine con la Russia.

Su questo, Putin non ha fatto mistero di considerare un’intrusione la presenza delle forze americane nel Medio Oriente, chiedendo un nuovo ordine mondiale, basato sulla suddivisione del pianeta, appunto, in sfere di influenza da rispettare. Nella filosofia del presidente russo, Mosca non metterebbe naso nei territori sotto l’influenza americana, che si trovino in prossimità del territorio USA, ma lo stesso pretenderebbe che facessero gli americani con gli interessi della Russia. E’ la sindrome dell’accerchiamento, che ha spinto Putin ad occupare la Crimea un anno e mezzo fa. Non tanto per una questione di rivendicazione territoriale, quanto per segnalare all’America di essere indisponibile a ritrovarsela in quello che considera il suo “cortile” di casa.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/putin-avverte-gli-usa-raid-aerei-contro-lisis-con-o-senza-di-voi/  

Lo spettro della crisi ucraina e di quella economica

E i raid anti-ISIS mirano anche a far dimenticare ai russi  il pasticcio della crisi ucraina, che ha portato alla comminazione di sanzioni finanziarie contro il paese, facendolo scivolare ancora di più nella recessione, quando già sarebbe bastata la crisi del petrolio. E, infine, il quarto motivo dell’intervento, legato al precedente: distrarre i russi dalla crisi economica, a pochi mesi dal rinnovo della Duma prima e delle elezioni presidenziali dopo, attraverso un’ondata di patriottismo. Putin vuole evitare di fare la fine del presidente turco Erdogan, che dopo 13 anni di potere senza limiti ha testato a giugno la prima mancata maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, rendendosi così necessarie nuove elezioni, quasi certamente anch’esse inconcludenti. A Mosca si respira un’aria diversa, complice un’opposizione poco credibile e frammentata, ma meglio non rischiare.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/russia-in-recessione-nera-per-la-banca-mondiale-che-lancia-lallarme-poverta/    

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