Il Prosecco non ha pace! Prima fa male ai denti ed ora arriva il falso su Alibaba per un affare di 50 milioni

Boom del falso prosecco online! Bloccato su Alibaba un affare di 50 milioni di euro. Il Prosecco torna dunque protagonista dopo la campagna denigratoria dei dentisti inglesi.

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Boom del falso prosecco online! Bloccato su Alibaba un affare di 50 milioni di euro. Il Prosecco torna dunque protagonista dopo la campagna denigratoria dei dentisti inglesi.

Il Prosecco torna alla ribalta dopo le dichiarazioni di un medico inglese che pregava i suoi connazionali di non berlo perché, secondo il suo parere, avrebbe fatto male ai denti. Ora invece sul sito web Alibaba, dedicato ai commercianti, torna protagonista in quanto un produttore austriaco ha proposto la vendita di esso in lattine per ordini minimi di cento ventimila pezzi. L’Ispettorato Repressione Frodi ha però sventato l’immissione sul mercato di trenta milioni di lattine per un affare stimato intorno ai cinquanta milioni di euro.

I dentisti della Gran Bretagna boicottano il Prosecco, perché?

Pochi giorni fa sui giornali inglesi Guardian e Daily Mail sono comparsi dei pareri da parte di alcuni dentisti riguardanti il Prosecco. Esso, secondo vari professionisti dell’igiene dentale della Gran Bretagna, farebbe male ai denti a causa dell’elevata acidità. Inoltre esso provocherebbe anche dei problemi allo smalto.

I dentisti, quindi, tra cui Damien Walmsey che è il consulente scientifico della British Dental Association, hanno messo in guardia i cittadini della Gran Bretagna sui possibili pericoli per i loro denti causati dal vino frizzante italiano. Ricordiamo che nel Regno, ogni anno, si consumano circa quaranta litri di prosecco e che i supermercati cercano, in ogni modo, di incentivare tale acquisto proponendo prezzi sempre più competitivi.

Boom del falso Prosecco online! Bloccato affare di 50 milioni di euro

L’Ispettore Repressioni Frodi ha bloccato nelle scorse ore l’immissione sul mercato di circa trenta milioni di lattine di Prosecco false, messe in commercio dalla piattaforma cinese Alibaba per un valore economico pari a 50 milioni di euro. Innocente Nardi, che è il presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene, ha commentato la cosa dicendo che ciò è una follia in quanto trenta milioni di lattine corrispondono ad una superficie (teorica) di millequaranta ettari di Prosecco Valdobbiadene.

Ancora non si sa chi sia il venditore ma di sicuro la frode arrivava dall’Austria. Il prezzo richiesto per una lattina era di 0,67 centesimi mentre sul web il costo di una bottiglia (in quanto il Prosecco non si vende in lattina) oscilla dai 3 ai 5 euro. Per il volume, quindi, il caso di Alibaba risulta davvero eclatante ma non è il solo. Il business del Prosecco, infatti, dilaga anche nel Regno Unito, in Brasile ed Australia.

Stefano Zanette, che è il presidente del Consorzio Doc,  ha però comunicato che i risultati di tutela del prodotto iniziano ad essere incoraggianti tanto che il consorzio doc stanzierà il doppio dei finanziamenti per favorire i controlli quest’anno ma anche il prossimo anno.

Ricordiamo che la Doc nel 2016 ha prodotto 410 milioni di bottiglie di Prosecco e che la partita di quello che sarebbe stato messo in vendita su Alibaba corrispondeva a 13.200 milioni di bottiglie. Proprio per evitare tutto questo e per difendere la qualità e l’italianità di un prodotto che viene realizzato in un lembo di terra veneta, il Ministero ce la sta mettendo tutta. Ce la farà a preservare dal falso un prodotto così eccellente del Made in Italy?

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