Prosciuttopoli: bufera sui prosciutti di Parma e San Daniele dopo l’indagine de Il Fatto Alimentare

I prodotti che venivano scambiati per prosciutti di Parma e San Daniele in realtà non lo erano, la scottante inchiesta de Il Fatto Alimentare.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I prodotti che venivano scambiati per prosciutti di Parma e San Daniele in realtà non lo erano, la scottante inchiesta de Il Fatto Alimentare.

Non bastava l’interregno del governo uscente lungo più di 60 giorni e le stravaganti uscite di Elon Musk, oltre alla citazione di Jeff Bezos di un poeta statunitense dell’800. Al caos generalizzato di queste ultime settimane si aggiunge un altro tema che può far scoppiare una vera e propria bomba mediatica: Prosciuttopoli. Come è facile intuire, il prosciutto crudo è finito al centro di uno scandalo che investe due eccellenze alimentari italiane come il prosciutto di Parma e il prosciutto San Daniele. Secondo un’indagine condotta da Il Fatto Alimentare, per anni i consumatori italiani non avrebbe mangiato né l’uno né l’altro pur chiedendo e ritirando dal bancone del supermercato il prosciutto di Parma e il prosciutto San Daniele.

La denuncia de Il Fatto Alimentare

Secondo la denuncia dell’inchiesta de Il Fatto Alimentare, presentata tra gli altri dal portale Help Consumatori, i prodotti che venivano scambiati per prosciutti di Parma e San Daniele in realtà non lo erano perché le cosce da cui hanno poi realizzato i prosciutti appartenevano a maiali nati con il seme di Duroc danese, razza non prevista dai consorzi dei due prosciutti sopra citati. Detta così farebbe la questione susciterebbe dubbi, in realtà la situazione è più seria di quanto si possa pensare.

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Frode ai danni dei consumatori

L’inchiesta del sito ilfattoalimentare.it parla di frode ai danni dei consumatori, i quali hanno pagato inconsapevolmente per avere il prosciutto Dop di Parma e/o San Daniele, quando invece sulle loro tavole finivano prosciutti tra virgolette taroccati, per un danno calcolato in 90 milioni di euro. Secondo le prime indagini, i fatti risalirebbero a partire dal 2014, fino a ad andare ad esaurirsi proprio in questi ultimi mesi. Il direttore del portale Fatto Alimentare ha spiegato, inoltre, che il consumo di prosciutto di Parma e San Daniele è notevolmente diminuito, a seguito delle indagini di un anno fa.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici