Proposta Pennisi, un fondo pubblico-privato a garanzia del debito pubblico

Il Consigliere del Cnel suggerisce di mettere a garanzia delle nuove emissioni di titoli di Stato i migliori asset pubblici e privati

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Il Consigliere del Cnel suggerisce di mettere a garanzia delle nuove emissioni di titoli di Stato i migliori asset pubblici e privati

«I mercati non si aspettano una “taglia debito” ma politiche che facciano aumentare produttività e competitività e, quindi, rimetterci su un sentiero di crescita». È questa l’autorevole opinione in materia di debito pubblico del Professore Giuseppe PennisiConsigliere del Cnel ed ex  Dirigente Generale ai Ministeri del Bilancio e del Lavoro. Secondo il docente dell’Università Europea di Roma, in assenza di crescita si rischierebbe di tornare rapidamente allo status quo ex ante. «In Italia, Einaudi portò, nel giro di tre anni, il debito pubblico dal 120% al 24% del PIL utilizzando, però, la più iniqua delle tasse (la maxinflazione) e la riforma monetaria – spiega Pennisi – e dopo meno di dieci anni il debito pubblico italiano già superava il 60% del PIL. Nel 1992-93, Amato ridusse di un sol colpo del 10% lo stock di debito con una gamma di strumenti dalla patrimoniale sui conti correnti alla svalutazione: tre anni dopo eravamo al livello di prima poiché il Governo Ciampi ed il Parlamento sotto elezioni ridussero la morsa».  

UN FONDO PUBBLICO-PRIVATO A GARANZIA DEL DEBITO

Per superare l’attuale impasse economico-finanziario, il Professore Pennisi propone l’istituzione di un Fondo per il riscatto del debito pubblico. Si tratterebbe di mettere a garanzia delle nuove emissioni di Titoli di Stato i migliori asset pubblici e privati.  

GLI IMMOBILI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LE PARTECIPAZIONI STATALI IN GRANDI AZIENDE

La proposta prevede di far confluire nel Fondo il patrimonio immobiliare pubblico – che oggi rende poco o nulla allo Stato e alle pubbliche amministrazioni – e una parte delle partecipazioni statali in grandi aziende (tra cui Enel, Eni, Finmeccanica, Poste Italiane, Sace, STMicroelectronics e Poligrafico).  

USARE IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PRIVATO SULLA BASE DELLA PROPOSTA MONORCHIO-SALERNO

Il Professore Pennisi suggerisce inoltre di includere nel “Fondo per il riscatto del debito pubblico” una  parte del patrimonio immobiliare privato, su base volontaria e in cambio di un’esenzione fiscale permanente da eventuali imposte patrimoniali. Si tratterebbe pertanto di attuare alcuni aspetti della proposta Monorchio-Salerno (La proposta “Tagliadebito”: prestiti e investimenti forzosi per salvare l’Italia) inducendo i cittadini possessori di immobili a sottoscrivere un mutuo bancario con ipoteca pari al 10 per cento del valore della proprietà.  

OBIETTIVI E BENEFICIARI DEL FONDO DI GARANZIA

Il Fondo, aggregato attraverso un’operazione di cartolarizzazione e garantito da asset di prima qualità, emetterebbe titoli con un rendimento pari al tasso di sconto della Bce consentendo di risparmiare decine di miliardi all’anno in costi di rifinanziamento e liberando risorse da destinare al riacquisto del debito e a favore del rilancio economico e occupazionale del Paese.  

Dello stesso autore e sullo stesso argomento potrebbe interessarti:

La proposta “Taglia debito”: prestiti e investimenti forzosi per salvare l’Italia

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Debito pubblico italiano