Proposta Guarino: una spa per coordinare dismissioni per 465 mld

La proposta taglia debito dell’ex Ministro delle Finanze Guarino: una maxi operazione di dismissione del patrimonio pubblico coordinata dallo Stato

di , pubblicato il
La proposta taglia debito dell’ex Ministro delle Finanze Guarino: una maxi operazione di dismissione del patrimonio pubblico coordinata dallo Stato

La proposta è datata, ma il problema è attuale come non mai. Era il 2006 e l’ex Ministro delle Finanze del Governo Fanfani VI Giuseppe Guarino, intervenendo al Senato a una audizione della Commissione Bilancio, diceva del debito pubblico italiano: «Se riuscissimo a persuaderci che il tema esiste, che è importante, inderogabile, gli schieramenti politici potrebbero esserne indotti ad inserirlo nei loro programmi di governo. Il modo più semplice per affrontare la questione [del debito pubblico] è di considerare come essa sia comune a qualsiasi soggetto, persona fisica, impresa o Stato che sia gravato da un debito che superi un livello normale. Cosa conviene fare?». Secondo l’ex Senatore, la soluzione consisterebbe nel ridurre lo stock di debito in maniera significativa allestendo un’imponente operazione di dismissione da 450-465 miliardi di euro finalizzata a portare il rapporto debito/PIL al di sotto della soglia psicologica del 100%.

 

I BENI IMMOBILIARI E NON OGGETTO DI DISMISSIONE

L’operazione shock proposta da Guarino prevede la cessione delle residue quote in aziende partecipate dallo Stato – stimate in 100 miliardi di euro – e la dismissione sia degli immobili della Pubblica Amministrazione sia dei crediti fiscali e non fiscali, compresi quelli degli istituti previdenziali.

 

LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE CON OPERAZIONI DI LEASING

Diverse sono le modalità di intervento suggerite dall’ex Ministro. In primo luogo, si potrebbe considerare di far fruttare il patrimonio immobiliare attraverso un sistema di concessioni a lungo termine oppure alienando tali beni con facoltà di riscatto esercitabile in qualsiasi momento. In ogni caso, e in modo particolare per quanto riguarda i beni con valore storico e artistico, lo Stato si riserverebbe il controllo e si accollerebbe  costi di gestione, mantenendo così integre le esigenze dell’uso pubblico e della tutela del bene.

 

 

UNA S.p.A. PUBBLICA PER COORDINARE LE OPERAZIONI DI DISMISSIONE

Sul fronte delle dismissioni, due sono alternative inserite nella “proposta taglia debito Guarino”: trasformare i beni più disomogenei in partecipazioni azionarie da collocare sui mercati nazionali e internazionali oppure confluire tutti gli asset oggetto di dismissione in una sorta di fondo di valorizzazione, le cui quote verrebbero poi trasferite a privati e a famiglie, a investitori istituzionali italiani ed esteri.

Secondo l’ex Ministro, l’alienazione di un così ingente volume di beni potrebbe turbare l’andamento dei normali mercati mobiliari ed immobiliari. Ecco perché si renderebbe necessaria, almeno in un primo momento, la presenza di un soggetto “garante”, ossia lo Stato, in grado di coordinare direttamente le operazioni di dismissione. Allo scopo, Guarino propone di costituire una società pubblica per azioni che, dopo aver fatto stimare da società esperte il suo patrimonio, si prenderebbe cura di collocare le quote presso investitori privati e istituzionali.

Argomenti: