Proposta Capaldo: privatizzare il debito pubblico tassando gli immobili privati

L'ex presidente della Banca di Roma propone l'introduzione di una tassa una tantum sulla rendita fondiaria per dimezzare il debito pubblico

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
L'ex presidente della Banca di Roma propone l'introduzione di una tassa una tantum sulla rendita fondiaria per dimezzare il debito pubblico

«Dobbiamo aggredire con determinazione il debito pubblico italiano privatizzandolo. Se è vero che il debito pubblico è, in ultima istanza, un debito di noi cittadini tanto vale accollarcelo, almeno in parte direttamente, alleggerendo in corrispondenza lo Stato». È la proposta choc avanzata dall’ex presidente della Banca di Roma, ora docente universitario presso La Sapienza, Pellegrino Capaldo. Nello specifico, si tratterebbe di introdurre un’imposta una tantum sull’incremento del valore degli immobili dal momento del loro acquisto per eredità o compravendita.    

PERCHE’ TASSARE LE RENDITE FONDIARIE

«Negli ultimi decenni – spiega l’ex banchiere – i valori immobiliari sono cresciuti a dismisura per effetto della cosiddetta rendita urbana. Non è difficile intuire che se lo Stato avesse adottato una diversa disciplina delle aree, quella rendita avrebbe potuto essere acquisita dall’Erario e, in tal caso, non avremmo il debito pubblico che abbiamo oggi. Rispetto a 40-50 anni fa il valore degli immobili è cresciuto, in alcuni casi, anche di 100 volte».  

LA CAPALDO TAX: ALIQUOTA PROGRESSIVA E MODALITA’ DI PAGAMENTO

Secondo alcune recenti stime, il nostro debito pubblico corrisponde al 25% del patrimonio immobiliare privato. Per dimezzare lo stock di debito, Capaldo ipotizza di trasferire su ciascun immobile un debito pari al 12,5% del valore corrente della proprietà, una percentuale che potrebbe oscillare tra il 5 e il 20% in base all’anno di acquisto e alla posizione soggettiva del titolare. La proposta prevede che sia lo stesso contribuente a scegliere le modalità di pagamento: immediato con un congruo sconto, nell’arco di 3-4 anni senza sconto e senza interessi oppure a scadenza indeterminata (o alla vendita dell’immobile) ipotecando l’immobile a favore del fisco e a fronte di un tasso di interesse pari a quello sui mutui fondiari.  

I BENEFICI DELLA «PROPOSTA CAPALDO»

Secondo il professor Capaldo, la misura non solo dimezzerebbe lo stock di debito e i costi di rifinanziamento sullo stesso, ma contribuirebbe anche a rilanciare la crescita economica e occupazionale del Paese, liberando risorse da destinare agli investimenti pubblici materiali e immateriali.  

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Argomenti: Debito pubblico italiano