Produzione industriale deludente a marzo, segnale negativo per la ripresa

Produzione industriale in crescita a marzo in Italia, ma sotto le stime. Eppure, il dato deludente preoccupa: la ripresa potrebbe essere mancata!

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Produzione industriale in crescita a marzo in Italia, ma sotto le stime. Eppure, il dato deludente preoccupa: la ripresa potrebbe essere mancata!

L’Istat segnala una crescita della produzione industriale in Italia dell’1% a marzo rispetto al mese precedente (dato destagionalizzato) e dell’1,9% su base annua (dato corretto per gli effetti del calendario: 20 giorni lavorativi contro i 21 dello stesso mese del 2016). I risultati sono inferiori alle stime degli analisti, che avevano pronosticato un aumento dell’1,5% congiunturale e del 2,7% tendenziale. La media trimestrale segna un aumento dello 0,7% sui tre mesi precedenti.

Nel dettaglio, su base mensile i beni strumentali sono aumentati del 2,9%, quelli intermedi del 2,2%, mentre l’energia diminuisce del 6,2% e i beni di consumo dello 0,2%. Su base annua, invece, l’energia cresce del 7%, i beni intermedi registrano un +2,4%, mentre i beni intermedi cedono l’1,5% e i beni di consumo l’1,1%.

Rischio di mancato aggancio della ripresa europea

Riguardo ai singoli settori, la maggiore crescita annua è stata nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+10,9%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+4,5%) e nell’attività estrattiva (+4%). Le variazioni negative più marcate, invece, sono state nella fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,8%), nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-5,4%) e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5%).

Il dato di marzo, in sé positivo, dopo il dato negativo di febbraio, segnala una crescita poco dinamica, quando l’economia nell’Eurozona sembra vivere la migliore congiuntura degli ultimi sei anni. Se il nostro paese non riesce ad agganciare la ripresa proprio in questa fase, sarebbe difficile farlo in futuro, quando le condizioni sui mercati finanziari europei tenderanno a essere meno favorevoli alla crescita. (Leggi anche: Perché la ripresa in Italia deve essere agganciata adesso o è rischio recessione)

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