Prezzi cacao tagliati del 36%, raccolti abbondanti colpiscono il mercato

Prezzi del cacao tagliati del 36% per gli agricoltori della Costa d'Avorio, che rappresentano il 40% della produzione mondiale. La crisi di eccesso di offerta ha travolto le quotazioni internazionali.

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Prezzi del cacao tagliati del 36% per gli agricoltori della Costa d'Avorio, che rappresentano il 40% della produzione mondiale. La crisi di eccesso di offerta ha travolto le quotazioni internazionali.

Era nell’aria da settimane e il governo della Costa d’Avorio ha dovuto prendere atto dell’inevitabile taglio dei prezzi del cacao pagato agli 800.000 contadini locali, la cui produzione ammonta a circa il 40% dell’offerta mondiale. Per ogni chilo della materia prima verranno pagati per due anni 700 franchi CFA, pari a 1,07 euro, il 36% in meno dei 1.100 franchi ad oggi loro corrisposti. Si tratta del prezzo più basso riconosciuto dal 2012 dal Coffee and Cocoa Council (CCC), quando il Fondo Monetario Internazionale ottenne l’introduzione da parte di Abidjan di questo meccanismo di stabilizzazione dei prezzi contro la volatilità delle quotazioni internazionali.

I contadini si aspettavano un taglio più contenuto, magari a 800 franchi, ma il CCC si è trovato praticamente con le casse svuotate, dopo avere messo di tasca propria 200 miliardi di franchi (305 milioni di euro) per corrispondere ai produttori pagamenti ormai incompatibili con i prezzi vigenti all’ICE di Londra, dove risultano scesi a 2.086 dollari, quando a giugno dell’anno scorso toccavano ancora i 3.200 dollari. (Leggi anche: Il prezzo del cacao manda in crisi un paese)

Prezzi del cacao più basso, così l’offerta scenderà

E’ la crisi di abbondanza ad avere provocato il tondo dei prezzi, unitamente al tonfo della sterlina contro le altre principali divise dal referendum sulla Brexit. La Costa d’Avorio dovrebbe raccogliere quest’anno 1,9 milioni di tonnellate record di cacao, mentre il Ghana punta a un altro milione di tonnellate dalle 700.000 dello scorso anno. Insieme, rappresentano quasi i due terzi del raccolto di tutto il mondo, inevitabile che l’impatto sia depressivo sulle quotazioni.

Tagliare i prezzi riconosciuti ai produttori per ogni chilo di cacao raccolto dovrebbe spingere questi ultimi a ridurre le coltivazioni per la materia prima, dedicandosi ad altre colture, ripristinando un equilibrio di mercato con prezzi possibilmente più elevati.

E per quanto dovranno accontentarsi di pagamenti minori, adesso potrebbero riuscire a vendere le tonnellate di cacao accumulate nelle ultime settimane, che non sono state piazzate sul mercato per i prezzi più elevati pretesi, rispetto all’andamento delle quotazioni internazionali. (Leggi anche: Prezzi cacao ai minimi da 3 anni e mezzo, ripresa non vicina)

 

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