Privacy contribuenti violata, così la Germania caccia gli evasori fiscali

La privacy dei contribuenti non esiste più. La Germania la viola apertamente con furti su commissione e non vi è più nemmeno indignazione.

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La privacy dei contribuenti non esiste più. La Germania la viola apertamente con furti su commissione e non vi è più nemmeno indignazione.

Il Grande Fratello fiscale è già realtà in Italia, dove lo stato ha ormai diritto ad accedere automaticamente ai dati inviati dalle banche e dalle Poste al cervellone dell’Agenzia delle Entrate e relativi ai conti dei clienti. L’incrocio di miliardi di informazioni permetterebbe al Fisco di stanare gli evasori. Unitamente al divieto di uso del contante sopra un certo limite (innalzato a 3.000 euro da quest’anno), l’obiettivo del governo consiste nello spingere gli italiani a rendere tracciabile una fetta crescente dei loro pagamenti, in modo da non potere sfuggire ai controlli fiscali. Con buona pace della privacy, che va a farsi benedire. Eppure, non pensavamo che si potesse fare di peggio. Così non è, come ci svela il quotidiano economico tedesco Handelsblatt(Leggi anche: Conti correnti spiati dal Fisco, ecco come ci controllano)

Furti di dati su commissione pubblica in Germania

Secondo il giornale, Norbert Walter-Borjans, ministro delle Finanze del Nordreno-Vestfalia, la regione della Germania più popolosa con oltre 17 milioni di abitanti, avrebbe utilizzato dal 2010 ad oggi 11 cd fiscali, frutto di copie di dati da parte di altrettanti anonimi funzionari bancari, pagandoli 18 milioni di euro in tutto. Grazie alle informazioni ottenute, incrociandole con quelle dei redditi dei contribuenti residenti nella sua regione, sarebbe riuscito a incassare ben 3 miliardi dalla lotta all’evasione fiscale, di cui 2,3 miliardi dalle auto-denunce e 700 milioni dalle banche, che hanno aiutato il ministro nello stanare gli allergici alle tasse tra i propri clienti.

Walter-Borjans si è per questo guadagnato il titolo di “cacciatore numero 1 in Germania” di evasori fiscali e ha anche minacciato che intende acquistare altri cd con dati di clienti bancari. Il rendimento dell’operazione sembra, infatti, elevatissimo: a fronte di un euro di spesa, ne avrebbe incassati 167.

La privacy dei contribuenti non esiste più

Fa specie, però, sapere che ufficialmente le istituzioni tedesche, apparentemente così ligie al rispetto delle leggi, di fatto le infrangono, facendosi consegnare su commissione cd con dati “rubati” dai conti bancari, per mezzo di funzionari, che dietro la promessa di pagamenti milionari e certamente della non perseguibilità penale, non ci pensano due volte a tradire la fiducia dei clienti, violando la loro privacy e consentendo al governo regionale di conoscere i loro movimenti finanziari.

Che l’evasione fiscale vada combattuta, non ci sono dubbi, ma che un reato possa essere contrastato dalle amministrazioni pubbliche commettendo un altro reato, sembra discutibilissimo, una violazione vera e propria dello stato di diritto, che in altri tempi avrebbe indignato e spinto alle dimissioni, se non portato agli arresti, di ogni personaggio politico e dell’apparato burocratico coinvolto, mentre oggi, in un clima di crescente caccia alle streghe e di fame di denaro da parte dei governi, tutto sembra concesso; persino pagare un furto con soldi pubblici e venire premiati dalla grande stampa nazionale. (Leggi anche: Evasione fiscale e la cantonata di Mattarella sulle tasse)

 

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