Primarie USA, Trump e Clinton vincono ancora e a novembre non ci annoieremo

Donald Trump e Hillary Clinton ancora più vicini alla nomination. Marco Rubio si ritira dalla corsa, dopo essere stato sconfitto dal magnate. Bernie Sanders è quasi matematicamente sconfitto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Donald Trump e Hillary Clinton ancora più vicini alla nomination. Marco Rubio si ritira dalla corsa, dopo essere stato sconfitto dal magnate. Bernie Sanders è quasi matematicamente sconfitto.

Donald Trump e Hillary Clinton emergono chiaramente vincitori anche dal Super-Martedì di ieri, quando gli elettori repubblicani e democratici hanno votato il diversi stati per il candidato da schierare alle elezioni presidenziali di questo novembre, chiamati ai caucus di Florida, Illinois, North Carolina, Ohio e Missouri. Donald Trump ha vinto in tutti gli stati al voto, tranne che in Ohio, dove la vittoria è stata assegnata al governatore John Kasich, che si è aggiudicato i 66 delegati in palio. Netta la vittoria anche della Clinton tra i democratici, che ha conquistato sostanzialmente tutti gli stati, anche se non ha ufficializzato subito la vittoria nel Missouri, a causa di una prevalenza non netta sullo sfidante Bernie Sanders.

Nomination Trump vicina

A questo punto, l’immobiliarista ha 621 delegati sui 1.237 necessari per ottenere la nomination del Partito Repubblicano, seguito dai 396 di Ted Cruz e i 138 di Kasich. La Clinton ha dalla sua 1.561 delegati sui 2.383 necessari, seguita a lunga distanza dall’unico sfidante interno, che ha solo 800 delegati. La corsa dei 2 front-runners sembra inarrestabile e la delusione in casa repubblicana è altissima tra i dirigenti, tanto che ieri si è ritirato dalla campagna per le primarie Marco Rubio, il senatore di origini cubane della Florida, che in casa è stato umiliato da Trump con 20 punti di distacco. Amareggiato, l’uomo ha invitato gli elettori a non cedere alle divisioni e alla tentazione di andare contro la classe politica, riferendosi alla capacità dell’avversario di catalizzare consensi, sfruttando il malcontento della base. Cruz, rimasto l’unico vero oppositore ancora in gioco a destra, anch’egli di origini cubane e finanche italiane, ha invitato gli elettori del GOP a puntare su un candidato “credibile”, intendendo chiaramente sé stesso. Il prossimo scontro avverrà il 22 marzo negli stati di Arizona e Utah per i repubblicani, a cui si aggiunge l’Idaho per i democratici.      

Hillary Clinton ormai imbattibile

A sinistra, Sanders non ha praticamente alcuna possibilità ormai di battere la Clinton, ma non per questo la ex First Lady è tranquilla. Nonostante abbia fatto carriera su una linea femminista, non scalda i cuori né delle donne, né dei giovani, non riuscendo nemmeno a mostrarsi capace di attirare i consensi delle classi sociali più disagiate. Un problema per la sua campagna, tanto che il mancato ritiro di Sanders da una corsa già persa sarebbe dettata dalla volontà del Partito Democratico di tenere alta la mobilitazione tra i vari segmenti delle popolazione americana. Dunque, sembra sempre più probabile che la sfida per le presidenziali diventi tra Trump e Clinton, uno scontro tra 2 Americhe con sentimenti opposti. Il primo rappresenta la rivolta degli americani contro l’establishment di Washington, incarnato proprio, tra gli altri, dalla dinastia dei Clinton, che insieme a quella dei Bush quasi monopolizza la vita politica degli USA degli ultimi 30 anni.

Presidenziali USA non saranno noiose

Per questo, il risultato non appare affatto scontato, nonostante la disperazione riscontrata tra i vertici del GOP, che avrebbero voluto vedere come sfidante proprio quel Rubio, rivelatosi alla prova dei fatti un’enorme delusione. E’ quasi semplice immaginare come sarà impostata la campagna per le presidenziali vere e proprie dai 2 sfidanti: Trump punterà sul desiderio di cambiamento degli americani e sulla necessità di mandare a quel paese la classe dirigente di Washington, mentre la Clinton farà leva sulla competenza e sulla credibilità. Quali sentimenti prevarranno lo sapremo solo tra 7 mesi e mezzo. Per oggi, l’unica certezza è che assisteremo a una gara scoppiettante e che si preannuncia tutt’altro che noiosa, interessante anche per chi guarda alla corsa per la Casa Bianca con distacco. E pensare che fino all’estate scorsa sembrava scontato che avremmo dovuto vivere uno scontro soporifero tra i rappresentanti delle 2 dinastie: Jeb Bush e Hillary Clinton.  

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Argomenti: Elezioni americane 2016, Esteri, Politica