Socialisti francesi svoltano a sinistra, ma per i sondaggi avranno corsa breve

I socialisti francesi scelgono di schierare per le elezioni presidenziali il candidato più spostato a sinistra tra i due al ballottaggio. Distrutta la presidenza Hollande.

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I socialisti francesi scelgono di schierare per le elezioni presidenziali il candidato più spostato a sinistra tra i due al ballottaggio. Distrutta la presidenza Hollande.

Benoit Hamon è il candidato ufficiale del Partito Socialista per le elezioni presidenziali in Francia, in programma nel mese di aprile. Ieri, ha battuto con il 59% dei voti alle primarie il rivale Manuel Valls, premier fino a poche settimane fa e che è stato danneggiato dall’onere di dovere difendere l’operato fallimentare del presidente François Hollande. Hamon, fiero critico da sempre della presidenza attuale, è il volto più a sinistra dei due, per quanto meno radicale del terzo arrivato, il no-global Arnaud Montebourg.

Tra le sue promesse, vi sono il reddito di cittadinanza (che costerebbe per sua stessa ammissione 300 miliardi all’anno), la liberalizzazione della cannabis e l’eutanasia assistita. (Leggi anche: Il Renzi di Francia perde il primo turno delle primarie socialiste)

Le probabilità che possa arrivare al secondo turno delle presidenziali sono, però, molto basse. Stando ai sondaggi, a questo punto potrebbero avanzare ulteriormente le quotazioni di un altro ex ministro di Hollande, quello all’Economia, Emmanuel Macron, che si è posto a capo di un movimento più centrista e indipendente, in grado di catalizzare i consensi dell’elettorato non ideologicamente della gauche.

L’incognita Le Pen

Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale anti-UE, resta il vincitore più accreditato al primo turno, seguita dal conservatore François Fillon, che negli ultimi giorni è nella bufera per uno scandalo legato alla moglie, che lo avrebbe servito come assistente parlamentare, salvo non essere mai stata intravista sul posto di lavoro. (Leggi anche: Fillon straccia Le Pen nei sondaggi)

Se Fillon superasse indenne lo scandalo, dovrebbe riuscire ad arrivare al ballottaggio e avrebbe ad oggi le maggiori probabilità di farcela contro la candidata della destra radicale. Detto ciò, la sinistra francese è chiaramente in grossissime difficoltà, come mai nella storia della Quinta Repubblica.

 

Sinistra francese in forte crisi

L’elettorato sembra averla abbandonata con Hollande, quando nel 2012 era riuscita nell’impresa di controllare entrambi i rami del Parlamento, oltre che la presidenza. Alla base della crisi c’è la contestazione di una linea politica considerata scarsamente sociale, oltre che nemmeno in grado di creare crescita e occupazione.

Il vero timore di Bruxelles è che, posti dinnanzi all’alternativa tra un candidato di idee più tipicamente socialiste e uno liberale, i francesi possano propendere per il primo, anche se si chiamasse Marine Le Pen. Per questo, le probabilità che la donna arrivi all’Eliseo, pur restando bassissime, potrebbero esserlo meno di quanto non pensiamo.

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