Prima mossa del Governo Letta: sospensione dell’Imu a giugno

A capo della Convenzione per le riforme potrebbe esserci Silvio Berlusconi. In attesa di una riforma completa gli italiani potrebbero tirare un sospiro di sollievo a giugno

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A capo della Convenzione per le riforme potrebbe esserci Silvio Berlusconi. In attesa di una riforma completa gli italiani potrebbero tirare un sospiro di sollievo a giugno

Tra gli interventi più urgenti il Governo Letta ha individuato la sospensione dell’Imu sulla prima casa e dell’aumento dell’Iva.

Imu sospeso già da giugno in attesa di una riforma definitiva

Certo la riforma della normativa fiscale richiede tempo ma i fatti potrebbero essere anticipati da subito. L’acconto Imu 2013 fissato al 17 giugno (il 16 cade di domenica) potrebbe quindi saltare. Secondo le stime il gettito dell’Imposta municipale sulla prima casa vale circa 4 miliardi di euro che in ogni caso andrà recuperata in qualche altro modo. La strada più papabile a lungo termine sembra quella della rimodulazione dell’Imu e non dell’abolizione tout court ventilata dal Pdl. In alternativa si sta valutando l’ipotesi di ridurre i coefficienti di calcolo dell’Imu nell’ottica di un “taglio” che agevoli categorie più deboli. Nessun riferimento è stato fatto, nel discorso del nuovo Presidente del Consiglio, all’Imu per gli immobili delle imprese. Perplessi alcuni sindaci, che chiedono per i Comuni entrate fisse alternative.

Dopo i saggi la Convenzione: alla guida Berlusconi?

Nel suo discorso alle Camere Letta ha confermato la volontà di subordinare la vita stessa della legislatura al lavoro di una Convenzione per le riforme, cuore politico del progetto del nuovo Presidente del Consiglio. L’aggiunta di personalità esterne non può non richiamare alla mente i saggi nominati da Napolitano. Queste le esatte parole pronunciate da Letta: “Al fine di sottrarre la discussione sulla riforma della Carta fondamentale alle fisiologiche contrapposizioni del dibattito contingente, sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attività parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica. La Convenzione deve poter avviare subito i propri lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per un provvedimento Costituzionale possano compiersi. Dal momento che questa volta l’unico sbocco possibile per questo tema è il successo nell’approvazione delle riforme che il paese aspetta da troppo tempo, fra 18 mesi verificherò se il progetto sarà avviato verso un porto sicuro. Se avrò una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potrà avere successo, allora il nostro lavoro potrà continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l’ennesima volta, non avrei esitazioni a trarne immediatamente le conseguenze.” L’ex premier Silvio Berlusconi non ha escluso di essere nominato alla guida della Convenzione per le riforme. “Per nove anni – ha precisato il Cavaliere – ho avuto modo di verificare come davvero il Paese non sia governabile. Va modificata l’architettura dello Stato e vanno dati più poteri al premier, che non può cambiare ministro né usare lo strumento del decreto legge come fanno gli altri colleghi europei”. Non sono mancate le voci critiche di chi vede in questo organo una porta di ingresso secondaria per la vecchia generazione di “trombati” eccellenti

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