Prezzo petrolio a -2%: ora Nigeria e Libia deprimono le quotazioni

Quotazioni del petrolio giù del 2% sui dati in arrivo da Libia e Nigeria, ma non solo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Quotazioni del petrolio giù del 2% sui dati in arrivo da Libia e Nigeria, ma non solo.

Si mostra in sofferenza il prezzo del petrolio in queste ore. Le quotazioni del Wti scivolano a metà seduta del 2,58% a 47,72 dollari al barile, mentre quelle del Brent cedono il 2% a 49,09 dollari. Il calo deciso riguarda un paio di notizie in arrivo dall’Africa. In Nigeria, il governo del presidente Muhammadi Buhari ha raggiunto un’intesa con i guerriglieri di Niger Delta, che avevano sabotato la produzione dei pozzi nei mesi precedenti, portandola a 1,45 milioni di barili al giorno, il livello più basso dal 1989. Il cessate il fuoco siglato a giugno, però, sembra avere dato già i suoi primi frutti, se è vero che gli ultimi dati appena pubblicati mostrano un aumento mensile della produzione di 90.000 barili al giorno a 1,53 milioni.

E buone notizie (non per il greggio) sono arrivate anche dalla Libia, dove la compagnia petrolifera statale ha raggiunto un’intesa con alcune compagnie rivali, finalizzata a una fusione e alla successiva gestione unitaria della produzione. Grazie all’accordo, potrebbero presto essere riattivati alcuni pozzi nel Sahara e resi disponibili i porti per le esportazioni, raddoppiando le estrazioni a 700.000 barili al giorno al più presto.

D’altra parte, continua la crescita delle esportazioni russe, che nel primo semestre sono state del 4,9% più alte su base annua a 5,55 milioni di barili al giorno. A questo punto, il driver dei prezzi sarà nel breve il dato sulle scorte di greggio negli USA, quando al termine della settimana scorsa, stando a Bagher Hughes, i siti estrattivi sono aumentati di 11 unità a 341 sul territorio americano, segnando il quarto rialzo nelle ultime cinque settimane. Uno sciopero programmato a giorni da parte dei lavoratori libici potrebbe creare qualche movimento rialzista temporaneo, mentre d’altra parte, il rallentamento atteso dell’economia globale, rispetto alle stime precedenti, potrebbe raffreddare la domanda più di quanto sinora scontato dal mercato.

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Petrolio, quotazioni petrolio